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	<title>VERY MARKETING PEOPLE</title>
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	<description>Marketing e comunicazione</description>
	<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 12:09:25 +0000</pubDate>
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		<title>Nasce emmeduepuntozero</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 12:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[
Il progetto è coordinato e realizzato dagli studenti dei corsi triennali in marketing strategico e operativo, dei master MKC e FBC e concorre alla assegnazione del voto finale del corso “Web e Multimedia”.
Per informazioni visita il sito in costruzione:
progetto emmeduepuntozero

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image563" alt="emmeduepuntozero progetto Polimoda corsi Marketing strategico operativo e Master marketing e comunicazione e fashion, beauty and cosmetics" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2009/03/marketing20.jpg" align="left" /></p>
<p>Il progetto è coordinato e realizzato dagli studenti dei corsi triennali in marketing strategico e operativo, dei master MKC e FBC e concorre alla assegnazione del voto finale del corso “Web e Multimedia”.</p>
<p>Per informazioni visita il sito in costruzione:<br />
<a href="http://www.verymarketingpeople.com/emmeduepuntozero">progetto emmeduepuntozero</a>
</p>
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		<title>Threadless, mai più nudi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 16:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>Marketing della moda</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Threadless si basa sul concetto di comunità, la fortuna del progetto e il suo successo sono stati generati principalmente dai suoi utenti.
Gli ideatori del progetto Jake Nickell e Jacob DeHart due designers di Chicago hanno individuato all&#8217;interno del loro sito alcune regole e spazi dedicati, gli utenti dal 2000 ad oggi hanno creato in modo indipendente tutto il resto.

Ma in pratica cosa è Threadless? Fin dall&#8217;inizio la regola dominante era quella di permettere ai migliori designers di T-Shirt del globo di poter vedere realizzate e premiate le proprie idee. I disegni venivano postati sul sito e votati dagli utenti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.threadless.com/imgs/logo.gif" align="left" />Threadless si basa sul concetto di comunità, la fortuna del progetto e il suo successo sono stati generati principalmente dai suoi utenti.<br />
Gli ideatori del progetto Jake Nickell e Jacob DeHart due designers di Chicago hanno individuato all&#8217;interno del loro sito alcune regole e spazi dedicati, gli utenti dal 2000 ad oggi hanno creato in modo indipendente tutto il resto.</p>
<p><a id="more-562"></a><br />
Ma in pratica cosa è Threadless? Fin dall&#8217;inizio la regola dominante era quella di permettere ai migliori designers di T-Shirt del globo di poter vedere realizzate e premiate le proprie idee. I disegni venivano postati sul sito e votati dagli utenti in modo democratico, ogni mese veniva eletto un vincitore, la maglietta realizzata e messa in vendita.<br />
 <br />
Per i vincitori oltre alla possibilità di vedere le loro opere realizzate è riservato un doppio premio, in denaro e in buoni per l&#8217;acquisto di altre magliette ( inizialmente erano concepiti anche premi per le ristampe ).<br />
 <br />
Alla possibilità per l&#8217;utente di decidere chi premiare e dunque come vestirsi se ne aggiunge una seconda ancora più interessante: chiunque si scatti una foto con indosso una T-shirt threadless dopo averla acquistata e posta la foto sul sito ne riceve una gratuita. L&#8217;utente diventa il primo promotore della T-shirt e la foto mostra la vestibilità del prodotto ai futuri acquirenti.<br />
 <br />
Il coinvolgimento degli utenti e i prezzi competitivi sul prodotto finale hanno fatto la fortuna del progetto che ad oggi è riuscito ad espandersi , trovare legami con altre importanti community per le quali ha creato T-shirt ad hoc ( ultima lomography ) e creare progetti satellite tra i quali possiamo segnalare  Blik (<a href="http://www.whatisblik.com/threadless/">http://www.whatisblik.com/threadless/</a>).<br />
 <br />
Fatto sicuramente non trascurabile è che il lavoro svolto dal team di threadless ha dato vita ad un prodotto di ottima qualità e continuamente in evoluzione.<br />
 <br />
Per maggiori informazioni <a href="http://www.threadless.com/">http://www.threadless.com/</a></p>
<p>Autore: <a href="mailto:di.riccardo.luciani@gmail.com">Riccardo Luciani</a>
</p>
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		<title>Il nero sfina le donne e fa risparmiare energia</title>
		<link>http://www.verymarketingpeople.com/?p=539</link>
		<comments>http://www.verymarketingpeople.com/?p=539#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 08:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecchinic</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Sembra che il nero non sfini solamente la silhouette delle donne, ma faccia anche risparmiare energia.
LifeGaatleTM, questo è il nome dell&#8217;iniziativa di LifeGate Radio, e le altre versioni nere di Google che circolano sul web potrebbero far risparmiare energia perché presentano la schermata in nero.
Questa idea nasce da una ricerca commissionata dall&#8217;EPA all&#8217;Università di Berkeley in California, con l&#8217;intento di approfondire alcuni aspetti sui consumi energetici degli apparecchi da ufficio.
Sembrerebbe, infatti, che il consumo d&#8217;energia dei monitor dei computer vari anche a seconda dei colori, della luminosità, del contrasto impostato e, soprattutto, della quantità di luce generata.
Ovvio, direte voi. Si, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image538" height="81" alt="Il nuovo google" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/gaatle1.jpg" align="left" />Sembra che il nero non sfini solamente la silhouette delle donne, ma faccia anche risparmiare energia.</p>
<p>LifeGaatleTM, questo è il nome dell&#8217;iniziativa di LifeGate Radio, e le altre versioni nere di Google che circolano sul web potrebbero far risparmiare energia perché presentano la schermata in nero.<a id="more-539"></a></p>
<p>Questa idea nasce da una ricerca commissionata dall&#8217;EPA all&#8217;Università di Berkeley in California, con l&#8217;intento di approfondire alcuni aspetti sui consumi energetici degli apparecchi da ufficio.<br />
Sembrerebbe, infatti, che il consumo d&#8217;energia dei monitor dei computer vari anche a seconda dei colori, della luminosità, del contrasto impostato e, soprattutto, della quantità di luce generata.</p>
<p>Ovvio, direte voi. Si, certo, ma non necessariamente scontato.</p>
<p>Sebbene la differenze siano marcatamente consistenti sui monitor CRT, ormai in disuso nei paesi occidentali, anche per i monitor LCD le variazioni di colori, luminosità e contrasto hanno il loro effetto.<br />
Ora, considerando che un monitor LCD - nel mentre visualizza il nero al posto del bianco - consuma 4W (watt per ora) in meno (un CRT 10W in meno), da una serie non complessa di calcoli e prendendo Google come esempio e interfaccia prioritaria di tutti i computer del mondo (che tristezza, non hanno considerato ICTblog), il risparmio complessivo sarebbe quantificabile in circa 200.000 €. Sempre se Google adottasse lo sfondo nero anziché bianco!</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ictblog.it/">http://www.ictblog.it/</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=537">Claudia Cecchini</a>
</p>
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		<title>Gli amanti della pubblicità</title>
		<link>http://www.verymarketingpeople.com/?p=528</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolettig</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Guerilla marketing</category>
	<category>Viral marketing</category>
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		<description><![CDATA[Farsi fare pubblicità diventa a sua volta pubblicità.
Avete mai parlato con un pubblicitario, di un prodotto che lui reclamizza. In nove casi su dieci sarà fermamente convinto che sia il migliore sul mercato o comunque si soffermerà molto a parlarvi degli aspetti positivi. Questo avviene non perché lui sia ingenuo o perché reclamizzando tale prodotto si sia convinto da solo dei benefici che esso porta, rimane quindi da capire come faccia ad avere tale rapporto di sincero amore verso la Marca/prodotto. La spiegazione è la seguente: si deve pensare che quando questa persona si occupa del messaggio, che verrà poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><em><a class="imagelink" id="p540" title="zooppa" href="http://www.verymarketingpeople.com/?attachment_id=540" rel="attachment"><img id="image540" height="96" alt="zooppa" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/zooppa.miniatura.jpg" align="left" /></a>Farsi fare pubblicità diventa a sua volta pubblicità.</em></p>
<p>Avete mai parlato con un pubblicitario, di un prodotto che lui reclamizza. In nove casi su dieci sarà fermamente convinto che sia il migliore sul mercato o comunque si soffermerà molto a parlarvi degli aspetti positivi. Questo avviene non perché lui sia ingenuo o perché reclamizzando tale prodotto si sia convinto da solo dei benefici che esso porta, rimane quindi da capire come faccia ad avere tale rapporto di sincero amore verso la Marca/prodotto. <a id="more-528"></a>La spiegazione è la seguente: si deve pensare che quando questa persona si occupa del messaggio, che verrà poi diffuso con vari mezzi, passa molto tempo a pensare, a partorire idee e svilupparle in maniera concreta; quindi quando lui parlerà del prodotto vi trasferirà tutti i sentimenti che ha provato nel creare tale messaggio sul prodotto e vedrà quest’ultimo come un estensione del proprio lavoro, a cui ha dedicato tempo e fatica.<br />
Se qualcuno criticasse il vostro lavoro in azienda non sareste certo contenti, perché molto probabilmente gli avrete dedicato risorse e impegno, e le vostre reazioni a tale critica sarebbero sicuramente di difenderlo a spada tratta, giusto o sbagliato che sia.</p>
<p>Adesso che abbiamo spiegato il meccanismo vediamo chi lo ha “inventato”.<br />
Oggi su internet esiste un sito, che riscuote sempre più successi e iscritti, che sfrutta volontariamente o no questo meccanismo molto efficace, <a href="http://www.zooppa.com/">http://www.zooppa.com/</a>. Non fatevi ingannare dal nome che sembra stupido il sito è fatto molto bene e utilizza i meccanismi descritti veramente bene. La funzione principale del sito è mettere on-line delle gare per creare immagini, video, concept di probabili campagne pubblicitarie per alcune aziende, come ENEL, Agos, e altre, al “puro scopo di divertirsi” cimentandosi in questi lavori. Passando molto tempo a creare grafiche o altro per questo gioco, voi inconsciamente vi rendereste partecipi di tale meccanismo, o nel migliore dei casi parlereste ad un amico di un nuovo prodotto per cui state elaborando qualcosa, quindi mettereste comunque in azione una sorta di viral marketing (se invece vedete una nuova pubblicità in Tv, difficilmente ne parlerete ad un amico, e sicuramente non in termini molto entusiastici).<br />
Siamo quindi di fronte ad una nuova application del marketing che potrebbe rivelarsi azzeccata. Non sappiamo quanto questo sito possa ricevere, né se riceve, un corrispettivo pecuniario dalle aziende per cui crea i concorsi, e non credo interessi a nessuno, dobbiamo però toglierci il cappello di fronte a questo metodo di pubblicizzare che credo potrà portare più risultati di brand awareness rispetto a qualsiasi altro canale pubblicitario.</p>
<p align="right"><strong><a title="Guarda chi scrive ste cacate" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=330">Giacomo Paoletti</a>       <br />
</strong>
</p>
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		<title>l&#8217;Advergame</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 15:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gallic</dc:creator>
		
	<category>Comunicazione</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Il termine advergame è il risultato della contrazione tra le parole advertising  e videogame, ovvero pubblicità e gioco: si tratta, infatti, di uno strumento di Web marketing che utilizza giochi interattivi con i quali promuovere campagne pubblicitarie on-line.
Stando alla storiografia ufficiale, i suoi inventori sono Dan Ferguson e Mike Bielinski, due ragazzi americani che nel 1998,  per dimostrare le loro capacità come Web designer, crearono un videogame avente per protagonista l&#8217;allora presidente Usa, Bill Clinton, e lo fecero circolare tramite posta elettronica. Fu un successo: i navigatori si inviavano il gioco a vicenda, in un perfetto esempio di marketing virale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine advergame è il risultato della contrazione tra le parole advertising  e videogame, ovvero pubblicità e gioco: si tratta, infatti, di uno strumento di Web marketing che utilizza giochi interattivi con i quali promuovere campagne pubblicitarie on-line.<a id="more-515"></a><br />
Stando alla storiografia ufficiale, i suoi inventori sono Dan Ferguson e Mike Bielinski, due ragazzi americani che nel 1998,  per dimostrare le loro capacità come Web designer, crearono un videogame avente per protagonista l&#8217;allora presidente Usa, Bill Clinton, e lo fecero circolare tramite posta elettronica. Fu un successo: i navigatori si inviavano il gioco a vicenda, in un perfetto esempio di marketing virale. Oggi, Ferguson e Bielinski realizzano advergame per aziende del calibro di Nokia. <br />
È il sogno di ogni agenzia: fare sì che non sia la pubblicità a trovare il consumatore, ma il consumatore a cercare la pubblicità. Un consumatore che attraversa trasversalmente qualsiasi distinzione di età, sesso, razza e qualsiasi classificazione socio-economica e demografica ma soprattutto attira fasce di consumatori particolarmente appetibili, come i giovani e i professionisti.<br />
Chi utilizza gli advergame lo fa per veicolare un messaggio, per creare brand awareness, per spingere la propria marca e, di fatto è un mezzo potentissimo per raggiungere questi obiettivi. Inoltre prima di giocare è spesso necessario registrarsi, così le aziende acquisiscono un database di clienti da poter raggiungere in seguito con indagini e messaggi estremamente mirati. Per questi motivi, gli advergame hanno attirato l&#8217;attenzione dei grandi inserzionisti. Si pensi alla Ferrero: da due anni ha inserito negli ovetti di cioccolato un codice che permette ai bambini di giocare online; ma anche Sammontana e l’Algida con il cornetto non ne fanno a meno.<br />
 La  Jack Daniel’s, per fare un esempio d’oltre oceano, per festeggiare il proprio 150° anniversario, realizzò, tramite una società specializzata, un gioco sul biliardo in 3D rivolto ad un target maschile tra i 21 ed i 34 anni, con l’obiettivo primario di promuovere il brand e di far transitare visitatori sul proprio sito promozionale (i riferimenti al marchio Jack Daniel’s, nel game, erano presenti ovunque).<br />
Utilizzati da tempo in America (aziende del calibro della BBC e della Ford costruiscono la propria brand equity attraverso gli advergame), da noi non sono ancora molto diffusi anche se non mancano casi significativi. Gli advergame in Italia sono studiati e realizzati da Digibrands (spin-off di Procter &#038; Gamble e proprietaria di Winnerland.com, il primo portale italiano di advergame ) e, negli ultimi tempi, da Inferentia (autrice del progetto &#8220;Magic-Kinder&#8221; associato al prodotto &#8220;Kinder Sorpresa&#8221;), con l’utilizzo di cartoon, interactive ed action game.<br />
Ora vediamo con quali modalità l’advergame  integra prodotti e servizi in un ambiente ludico. Solitamente sono tre le modalità diversamente applicate in base alle peculiarità del prodotto, agli intenti da perseguire e al budget a disposizione:<br />
- modalità associativa: per favorire la consapevolezza del brand si associa il prodotto allo stile di vita o all’attività rappresentati nel gioco (ciò è più efficace quando il contenuto ed il tema del gioco logicamente o emozionalmente rinforzano l’immagine del brand).<br />
- modalità illustrativa:  l’advergame può porre ben in vista ed al centro dell’attenzione il prodotto stesso durante il corso del gioco (ad esempio con un personaggio che deve compiere una serie di azioni/operazioni per procurarsi il prodotto stesso).<br />
- modalità dimostrativa: è la più complessa, l’advergame può far leva su tutte le potenzialità insite nell’interattività, consentendo al consumatore di “ testare” il prodotto nell’ambito dei confini virtuali del gioco.<br />
I siti che ospitano gli advergame a volte sono direttamente i siti aziendali, in questo caso emerge la necessità di promuovere il gioco anche attraverso altre forme di pubblicità, per favorirne la divulgazione. Altre volte sono siti aggregatori di giochi, cioè siti volti ad ospitare gli advergame e a favorire non solo che il consumatore giochi ma che si crei competizione tra diversi giocatori, inducendo il desiderio di superare i punteggi ottenuti dagli altri visitatori del sito, per ottenere così la reiterazione delle visite/gioco. Un’ altra modalità di diffusione dell’advergame è su siti di terze parti. Proprio come per il banner, l’advergame può essere collocato su siti non affiliati e non dediti, per mestiere, alla pubblicizzazione degli advergame: ciò può consentire di targettizzare ulteriormente la propria promozione in relazione al bacino di utenza che abitualmente visita tali siti.<br />
Infine si può perseguire una diffusione virale tramite e-mail incentivando il fenomeno a catena del “passaparola” (i migliori advergame sono &#8220;costruiti&#8221; proprio con la finalità di essere diffusi e condivisi tra utente ed utente, sfruttando la competizione o la collaborazione ed innescando, in tal modo, una divulgazione virale).<br />
Con qualunque modalità si decida di sviluppare l’advergame, questo sembra essere un mezzo potentissimo in quanto gravita intorno ad una esperienza emozionante, divertente e coinvolgente che necessariamente contribuisce alla costruzione della brand equity.</p>
<div> </p>
<p>Un esempio nostrano: </p>
<p><a title="regolamento" href="http://www.sammontana.it/pdf/lancia_vinci_regolamento.pdf"><img id="image514" style="height: 65px" height="65" alt="sammontana" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/sammontana.jpg" width="99" /></a></p>
<p><a title="profilo cristiana galli" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=53">Cristiana Galli</a></div>
]]></content:encoded>
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		<title>NEXT OPENING &#8221; ABSOLUT JOY&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 12:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradic</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Eventi marketing</category>
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		<description><![CDATA[ NEXT OPENING 19-04-2008 RICCIONE, Viale Ceccarini
All&#8217;interno potrete trovare anche le marche Bray Streve Alan e Sexy Woman.
 
 

Forte di un giro d&#8217;affari globale che nel 2005 ha raggiunto i 50 milioni di euro, e di una nuova strutturazione aziendale segmentata tra le divisioni commerciali dedicate a pronto moda, collezioni e retail, il Gruppo Einstein ha avviato una strategia di aperture monomarca proiettata sia sul territorio nazionale che verso le piazze estere, dopo che la rete vendita del Gruppo ha raggiunto i 3000 punti vendita mondiali senza tralasciare la divisione outlet nata per gestire le rimanenze. &#8220;I nostri sforzi sono concentrati nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img id="image507" height="96" alt="absolut.gif" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/absolut.gif" align="left" /> NEXT OPENING 19-04-2008 RICCIONE, Viale Ceccarini</p>
<p>All&#8217;interno potrete trovare anche le marche Bray Streve Alan e Sexy Woman.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a id="more-510"></a></p>
<p><img id="image508" height="92" alt="absolut show" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/absolut-negozio.jpg" align="left" />Forte di un giro d&#8217;affari globale che nel 2005 ha raggiunto i 50 milioni di euro, e di una nuova strutturazione aziendale segmentata tra le divisioni commerciali dedicate a pronto moda, collezioni e retail, il Gruppo Einstein ha avviato una strategia di aperture monomarca proiettata sia sul territorio nazionale che verso le piazze estere, dopo che la rete vendita del Gruppo ha raggiunto i 3000 punti vendita mondiali senza tralasciare la divisione outlet nata per gestire le rimanenze. &#8220;I nostri sforzi sono concentrati nel portare avanti le strategie intraprese da alcune stagioni - spiega a Modaonline Daniele Ricci, titolare di Einstein insieme a Valerio Quaquarelli -: in particolare, il posizionamento dei nostri prodotti in punti vendita adeguati che possano reggere sia il tipo di prodotto che presentiamo che il prezzo.</p>
<p>Importanti risorse saranno dedicate anche al potenziamento e alla messa a regime dei mercati esteri. Sia quelli dove siamo già presenti, Francia, Spagna, Germania, Inghilterra e Belgio, che quelli dove ci stiamo affacciando, come Usa e Giappone&#8221;. Il progetto gravita intorno ai marchi Bray Steve Alan e Absolut Joy, le due etichette di punta dell&#8217;azienda emiliana che vedono Milano al centro degli opening cadenzati tra i mesi di settembre e ottobre per realizzare nel capoluogo lombardo il nuovo flagship Bray Suite Anthology Boutique, con 300 mq già attivi al 45 di via Manzoni, e lo store Absolute Joy, ospitato invece in Corso Vittorio Emanuele II, 15. Giunta dopo le aperture di Los Angeles, Roma e Milano Marittima (RA), alla nuova Bray Suite Anthology Boutique di Milano ha fatto seguito lo scorso 12 ottobre la vetrina di 200 mq aperta a Bologna in via Clavature, al civico 6, mentre orbitano ora su Parigi i prossimi possibili sviluppi del marchio. Il cammino ormai ventennale del Gruppo Einstein è nato con Absolut Joy, che nel 1987 debutta sul mercato con un pronto moda riservato all&#8217;universo maschile e accompagnato dalle proposte per lei di Sexy Woman, presente accanto ad Absolut Joy sia nel primo storico negozio di Bologna che nel nuovo store milanese. I due marchi, indirizzati ad un pubblico giovane e attento alle tendenze fashion, vengono raggiunti nel 1991 dallo streetwear ad alto contenuto tecnologico del brand BSA. Nel nuovo millennio la nascita della divisione denim di Piove di Sacco (PD) apre la strada al debutto dello stile ricercato e trendy di Bray Steve Alan, collezione che fa del denim il suo ingrediente principe. Targata 2003, infine, è la nascita dello sportswear con influenze vintage firmato 525. Oggi il fatturato annuo della Einstein Progetti &#038; Prodotti si divide equamente tra la Collection Division dei marchi BSA, 525 e Bray Steve Alan, che da solo raggiunge 20 milioni di euro con un incremento annuo del 25% e vendite all&#8217;estero per il 55% del suo giro d&#8217;affari, e la Fast Fashion Division di Absolut Joy e Sexy Woman. &#8220;Abbiamo al vaglio nuovi progetti produttivi che si rendono inevitabilmente necessari con l&#8217;apertura dei negozi aziendali - aggiunge Valerio Quaquarelli -. Per questo stiamo valutando le opportunità di una brand extension nel settore degli accessori: borse, cinture, ma anche gioielli, in sintonia con l&#8217;immagine dei nostri marchi. In un futuro non troppo lontano vediamo anche una linea di calzature, ma si tratta al momento più di un&#8217;ipotesi che di un progetto produttivo vero e proprio. Riteniamo che il nostro maggiore punto di forza sia nell&#8217;essere riusciti a vestire di nuovi contenuti il classico denim, realizzando un prodotto fashion, da boutique&#8221;. Proprio lo sviluppo del retail e il potenziamento dei mercati esteri fanno stimare nell&#8217;ordine del 30% l&#8217;incremento del giro d&#8217;affari globale per il prossimo anno.Il gruppo Einsten inoltra ad acquistato il gruppo Andrew Mackenzie.</p>
<p><a title="CORRADI CLAUDIO" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=393">CORRADI CLAUDIO</a>
</p>
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		<title>Quando la boutique è per soli cani</title>
		<link>http://www.verymarketingpeople.com/?p=491</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 09:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tongianif</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[A Udine è stato inaugurato un atelier con accesso permesso solo ai nostri amici a quattro zampe.
È stata inaugurata il 24 gennaio a Udine in Via Grazzano l’atelier di Siubelle &#038; Màrtin, la maison della stilista Eleonora Martin, una Prada che crea una linea dedicata esclusivamente ai nostri amici a quattro zampe, con accesso permesso solo ai cani, tanto che i curiosi non accompagnati da animali sono stati respinti all’ingresso.
La porta dell’atelier appena aperto non espone il classico divieto in cui un cucciolo afferma &#8220;Io aspetto fuori&#8221;. Invece, la vetrina è coperta da due enormi cartelli, in tutto e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image488" height="96" alt="dog" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/dog-copy.jpg" align="left" />A Udine è stato inaugurato un atelier con accesso permesso solo ai nostri amici a quattro zampe.<br />
È stata inaugurata il 24 gennaio a Udine in Via Grazzano l’atelier di Siubelle &#038; Màrtin, la maison della stilista Eleonora Martin, una Prada che crea una linea dedicata esclusivamente ai nostri amici a quattro zampe, con accesso permesso solo ai cani, tanto che i curiosi non accompagnati da animali sono stati respinti all’ingresso.<a id="more-491"></a><br />
La porta dell’atelier appena aperto non espone il classico divieto in cui un cucciolo afferma &#8220;Io aspetto fuori&#8221;. Invece, la vetrina è coperta da due enormi cartelli, in tutto e per tutto uguali a quelli stradali: il primo è un segnale di divieto, in cui una barra rossa diagonale nega l’ingresso alle persone non accompagnate dai cani. L’altro è un segnale d’obbligo blu, che permette solo a cani e ai loro accompagnatori di varcare la porta del negozio.<br />
Le creazioni della stilista, che ha lavorato per i grandi nomi della moda, presenti all’interno sono meraviglie in miniatura, nate dall’amore per i cani e da un talento per il disegno e la sartoria. Eleganti cappottini, vestagliette di classe, completi per il mare e per la nanna, fantasiosi abiti da sera, caldi giubbottini. Gli abitini, tutti fatti a mano e su misura, sono destinati a vestire i cuccioli della élite internazionale, dopo aver già sedotto online diversi cani vip. L’atelier appena aperto è infatti il primo store nato dal negozio online <a href="http://www.siubellemartin.com/">www.siubellemartin.com</a>.</p>
<p><a title="Fiammetta Tongiani" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=375">Fiammetta Tongiani</a>
</p>
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		<title>Giovani: Create</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 18:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gallic</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[                                         Un utile promemoria.
 

La creatività è un termine che indica genericamente l&#8217;arte di creare o inventare. Oppure, per chi capisce, e per andare un pò più sul filosofico la creatività è, come diceva Henri Poincaré: &#8220;unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili&#8220;.

Che siano utili, sottolineo io, perchè emulare o scopiazzare ciò che esiste già non porta vantaggi a nessuno&#8230;ma sopratutto&#8230; è sinonimo di scarsa immaginazione, scarsa inventiva e denota persone con pochi sogni e pochi desideri.
Per questo vi dico:
Giovani, Create!
Cristiana Galli

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><em>                                         Un utile promemoria.<img id="image505" height="96" alt="creatività" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/04/sb10066689k-001.miniatura.jpg" align="left" /><br />
</em><em> <br />
</em><em><br />
</em>La <strong>creatività</strong> è un termine che indica genericamente l&#8217;arte di creare o inventare. Oppure, per chi capisce, e per andare un pò più sul filosofico la creatività è, come diceva Henri Poincaré: &#8220;unire elementi esistenti con connessioni nuove, <strong>che siano utili</strong>&#8220;.</p>
<p><a id="more-476"></a><br />
Che siano utili, sottolineo io, perchè emulare o scopiazzare ciò che esiste già non porta vantaggi a nessuno&#8230;ma sopratutto&#8230; è sinonimo di scarsa immaginazione, scarsa inventiva e denota persone con pochi sogni e pochi desideri.<br />
Per questo vi dico:<br />
Giovani, <strong>Create</strong>!</p>
<p><a title="cristiana galli cv" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=221">Cristiana Galli</a>
</p>
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		<title>Il ”Self marketing” – Marketing di se stessi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 07:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>otterheimc</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Lezioni di marketing</category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo come fare un analisi dei concorrenti e (nei miglior casi) tirare fuori un vantaggio competitivo rispetto a loro.
Ma se invece di un’azienda o un prodotto pensiamo a noi stessi cosa succede?
Marketing di noi stessi non è altro che quello che facciamo ogni giorno, come ci vestiamo come ci poniamo, in modo spontaneo o studiato.
Alcuni degli obbiettivi del selfmarketing possono essere:
• Selfbranding; reputazione individuale o la costruzione e la gestione d’immagine.
• Per trovare un lavoro e per fare carriera.
• Relazioni sociali personali e professionali.
Quindi il marketing di se stessi non è altro che un modo di migliorarsi ed innovarsi, proporsi e promuoversi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo come fare un analisi dei concorrenti e (nei miglior casi) tirare fuori un vantaggio competitivo rispetto a loro.<br />
Ma se invece di un’azienda o un prodotto pensiamo a noi stessi cosa succede?<a id="more-443"></a></p>
<p>Marketing di noi stessi non è altro che quello che facciamo ogni giorno, come ci vestiamo come ci poniamo, in modo spontaneo o studiato.<br />
Alcuni degli obbiettivi del selfmarketing possono essere:</p>
<p>• Selfbranding; reputazione individuale o la costruzione e la gestione d’immagine.<br />
• Per trovare un lavoro e per fare carriera.<br />
• Relazioni sociali personali e professionali.</p>
<p>Quindi il marketing di se stessi non è altro che un modo di migliorarsi ed innovarsi, proporsi e promuoversi per avere succeso nella vita.</p>
<p>Pensiamo ad un curriculum vitae; se faccessimo a seconda dei modelli standard ponendo così una sorta di  “X-ray” di noi stessi avremmo fatto un marketing uguale a zero. Fare marketing vuole dire “tirare fuori” quella cosa in piú, differenziarsi, porrsi in maniera accattivante a seconda del target di riferimento.<br />
È la stessa cosa come con un prodotto; cosa è che fa vendere quel prodotto e non quell’altro? Cosa cerca il target? Quale è la caratteristica vincente?</p>
<p>Quindi, per poter fare un operazione di marketing di noi stessi con un rilevato successo dobbiamo chiederci le seguenti domande:<br />
• Chi è il nostro target?<br />
• Come ci presentiamo per essere più interessanti ed accattivanti possibile PER LORO?<br />
• Quali sono le nostre caratteristiche vincenti sulle quali possiamo spingere per avere un vantaggio nei confronti dei nostro “concorrenti”?</p>
<p>Può sembrare banale, ma in realtà non è difficile. Sapere dove ci troviamo ed utilizzare i mezzi che abbiamo a disposizione in modo corretto, può fare scegliere me di fronte a tante altre persone. Potrebbero essere anche più brave quelle persone rispetto a me, ma se  non sanno fare marketing di se stessi vinco io.<br />
<a title="Cecilia Otterheim" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=324">Cecilia Otterheim</a>
</p>
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		<title>Conversational Marketing: un nuovo concetto di marketing.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Micheli</dc:creator>
		
	<category>Comunicazione</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[
Espongo un concetto di marketing innovativo e molto importante, appreso relativamente da poco: il conversational marketing. Il principio che sta alla base è dialogare con i consumatori ed instaurare un confronto allargato, grazie all&#8217;ausilio della tecnologia del web. 

CONVERSATIONAL MARKETING: con questo termine intendiamo una nuova forma di pubblicità  che sta assumendo una crescente importanza nel sempre più ampio set di sistemi a disposizione degli esperti – che si esplica nell’ intento dell&#8217;impresa a creare una comunicazione, o meglio una conversazione appunto, interattiva con tutti i clienti potenziali.
L&#8217;impresa quindi chiede appositamente ai clienti di mostrare quali sono i difetti dei propri prodotti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image383" style="width: 176px; height: 105px" height="105" alt="Conversational Marketing: un nuovo concetto di marketing." src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/03/wordormouthsml1.jpg" width="176" align="left" /><br />
Espongo un concetto di marketing innovativo e molto importante, appreso relativamente da poco: il conversational marketing. Il principio che sta alla base è dialogare con i consumatori ed instaurare un confronto allargato, grazie all&#8217;ausilio della tecnologia del web. </p>
<p><a id="more-381"></a><br />
CONVERSATIONAL MARKETING: con questo termine intendiamo una <strong>nuova forma di</strong> <strong>pubblicità</strong>  che sta assumendo una crescente importanza nel sempre più ampio set di sistemi a disposizione degli esperti – che si esplica nell’ intento dell&#8217;impresa a creare una comunicazione, o meglio <strong>una conversazione</strong> appunto, <strong>interattiva con tutti i clienti potenziali.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;impresa</strong> quindi chiede appositamente ai clienti di mostrare quali sono i difetti dei propri prodotti, <strong>si pone in una situazione aperta</strong> al confronto e ricava così delle importantissime informazione riguardo <strong>all&#8217;opinione del consumatore</strong>.</p>
<p>Fare marketing significa essere orientati al cliente, quindi cosa c&#8217;è di meglio che parlargli &#8220;direttamente&#8221;? Come fare conversional marketing ?<br />
La tecnologia apre sempre nuove opportunità in questo senso.</p>
<p>L&#8217;interattività dell&#8217;utente è la caratteristica propria di internet: in modo semplice, economico ed immediato ecco che l&#8217;azienda potrà aprire una porta comunicativa con tutti i potenziali clienti, in particolar modo con <strong>&#8220;social network&#8221;,</strong> ovvero gruppi di<strong> utenti</strong> <strong>caratterizzati da un particolare interesse</strong> e le infinite nuove opportunità offerte dalla rete – come per esempio i blog che rappresentano per le aziende occasioni formidabili per dialogare.</p>
<p>Secondo George Colony, numero uno della società di ricerca Forrester, nulla è come prima, e chi non salterà sul treno è perduto.</p>
<p><strong>Il modo di comunicazione sta cambiando</strong>: non c&#8217;è più semplicemente una fonte ufficiale ed i vari riceventi.<br />
Su internet (pensate a me che sto scrivendo ora) <strong>chiunque è al tempo stesso mittente e ricevente</strong> di messaggi comunicativi.</p>
<p>Ecco che allora <strong>le aziende orientate al marketing accettano la sfida</strong> e si mettono sullo stesso piano di coloro, i consumatori, che intendono soddisfare conversando con i clienti in modo aperto e costruttivo.</p>
<p>Questa soluzione presenta<strong> vari vantaggi:</strong><br />
<strong><br />
1)</strong> conoscenza sempre aggiornata dei nuovi bisogni da soddisfare</p>
<p><strong>2)</strong> conoscenza delle fasce di pubblico interessate al prodotto</p>
<p><strong>3)</strong> possibilità di ottenere dei buoni “giudizi e recensioni” da parte dei clienti stessi.</p>
<p><strong>Codiserazioni conclusive.<br />
</strong>Esistono siti dove ognuno può pubblicare la propria opinione relativamente ad un prodotto o servizio, liberamente. Ecco che quindi diventa fondamentale che l’impresa produttrice instauri una comunicazione con i suoi clienti, un conversational marketing, in modo tale da potere anche lei intervenire giustificandosi, accettando critiche, proponendo soluzioni o porre l’attenzione sul suo vantaggio competitivo.</p>
<p>Affermazioni che possono sembrare molto forti; fanno pensare che oggi “l’amico dell’amico” lo si può cercare e trovare solo in rete.</p>
<p>A mio avviso non è del tutto ancora vero… però ci stiamo avviando su questa strada;  i social network in italia sono ancora un fenomeno emergente, però grazie alla loro natura e alla crescente penetrazione di internet in tutte le famiglie , diventeranno il sistema principe nella creazione di relazioni e interazione soprattutto perchè ci consentono di farlo abbatendo la barriera della distanza.</p>
<p>Fonti:<br />
<em>articolo pubblicato 14 Settembre 2007</em> – <a href="http://www.progetto-seo.com/">http://www.progetto-seo.com/</a><br />
<em>articolo pubblicato 4 Marzo 2008</em><strong> –</strong> <a href="http://www.universitystudent.myblog.iy/">http://www.universitystudent.myblog.iy/</a></p>
<p><strong>Clicca per info sull&#8217;editor</strong> - <a title="Martina Micheli" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=493">Martina Micheli</a> </p>
<p><strong>Contatto - </strong>martina.micheli(at)live.it</p>
<p> </p>
<p> 
</p>
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		<title>Il mercato del web</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 09:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fontanie</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Internet marketing</category>
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		<description><![CDATA[Una nuova tendenza sta coinvolgendo molte aziende di moda; da qualche tempo vari brand di fama internazionale si stanno avviando verso un nuovo canale distributivo e cioè il web.
Sono, infatti, tantissime le aziende che oggi hanno creato un proprio sito internet dove i clienti possono comprare 24 ore su 24 o solamente guardare i loro capi preferiti.
Il 2007 è stato un anno caratterizzato dall’entrata nell’ e-commerce di non solo aziende di moda ma anche di gioielleria.
In questi termini ha fatto molta notizia l’apertura dello shop on line della griffe Boucheron; lo storico marchio francese di gioielli extra lusso è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova tendenza sta coinvolgendo molte aziende di moda; da qualche tempo vari brand di fama internazionale si stanno avviando verso un nuovo canale distributivo e cioè il web.<br />
Sono, infatti, tantissime le aziende che oggi hanno creato un proprio sito internet dove i clienti possono comprare 24 ore su 24 o solamente guardare i loro capi preferiti.<a id="more-378"></a><br />
Il 2007 è stato un anno caratterizzato dall’entrata nell’ e-commerce di non solo aziende di moda ma anche di gioielleria.<br />
In questi termini ha fatto molta notizia l’apertura dello shop on line della griffe Boucheron; lo storico marchio francese di gioielli extra lusso è stato il primo a livello mondiale ad orientarsi verso questo nuovo canale distributivo.<br />
Curioso che oltre alla vendita di preziosi gioielli i clienti possono usufruire anche del servizio “su misura”.<br />
Oltre a Boucheron altre griffe come Bulgari o Tyffany mettono a disposizione il servizio on line riportando un buon successo.<br />
Passando dai gioielli alla moda le cose non cambiano; infatti, nel 2007 hanno fatto la loro entrata in rete boutique come Yves Saint Laurent, Diesel ed Emporio Armani.<br />
Questi dati dimostrano come ormai tutte le grandi griffe si stanno orientando verso questo mercato ancora acerbo ma in ascesa.<br />
Soprattutto per quanto riguarda l’Europa e l’Italia c’è ancora una diffidenza a comprare on line senza poter toccare con mano il prodotto, ma anche qui le cose stanno cambiando. La pensa così l’importante casa di moda Gucci che ha esteso il proprio sito web anche all’Italia.<br />
Interessante è segnalare anche il caso di Burburry che per aumentare le vendite on-line ha cercato di trovare qualcosa che potesse coinvolgere maggiormente i clienti.<br />
Il brand britannico ha proposto sul web “pezzi speciali” per i quali nei negozi normali si stanno formando delle vere e proprie liste d’attesa.<br />
Infatti, uno dei modi per invogliare all’acquisto il consumatore è quello di creare qualcosa che può avere solo tramite l’e-commerce.<br />
Una tattica per attrarre il cliente è quella di proporre on line prodotti limited edition oppure prodotti che ancora non sono presenti nei punti vendita della griffe ma che sono già visti indosso a star famose o sulle pubblicità o addirittura di partecipare ai saldi prima del periodo prestabilito.<br />
Questi sono solo alcuni esempi delle tante piccole strategie che sono messe in atto per attrarre il consumatore verso questo nuovo canale.<br />
Uno dei motivi che sicuramente spinge il cliente a comprare on line è proprio il fatto che con dei semplici gesti e direttamente da casa sua o dal proprio ufficio si può entrare in dei veri e propri negozi virtuali e comprare senza essere disturbati ciò che più piace.<br />
L’ e-commerce è un vero e proprio canale distributivo che prenderà sempre più piede andando incontro a buoni risultati.<br />
Secondo le statistiche di Netcomm in quattro anni (2007-2011) le vendite e il commercio on-line, grazie anche alla spinta della moda, aumenteranno del 15% in America, del 20% in Europa e del 30% in Italia.<br />
Dati significativi che dimostrano il successo di questa nuova dimensione che pur essendo impalpabile rappresenta una vera e propria realtà.</p>
<p>Fonti: Fashion Il Settimanale della moda (n. 1657 del 20/02/2008)</p>
<p><a title="Il mercato del web" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=323">Eleonora Fontani</a>
</p>
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		<title>LUSSO? Si, grazie.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 10:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morrac</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[Le città sono sempre più cosmopolite, un vero e proprio crogiuolo di stili e culture che si manifestano in tutto il lifestyle quotidiano. Lyfestile sempre più ricercato e sempre più attento alle esigenze della velocità, ma allo stesso tempo dell&#8217;amore per il bello e la piacevolezza sensoriale. Le contaminazioni prendono forma nel design dei locali e dei concept stores, nel look delle persone, nella musica, nelle pubblicità che colorano le metropolitane, i taxi e i bus&#8230;. siamo completamente immersi in una sorta di eterogenia concettuale che forse, senza volerlo, ci ha immensamente arricchito di nuovi stimoli e di nuovi desideri.
Anche il concetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le città sono sempre più cosmopolite, un vero e proprio crogiuolo di stili e culture che si manifestano in tutto il lifestyle quotidiano. Lyfestile sempre più ricercato e sempre più attento alle esigenze della velocità, ma allo stesso tempo dell&#8217;amore per il bello e la piacevolezza sensoriale.<a id="more-366"></a> Le contaminazioni prendono forma nel design dei locali e dei concept stores, nel look delle persone, nella musica, nelle pubblicità che colorano le metropolitane, i taxi e i bus&#8230;. siamo completamente immersi in una sorta di eterogenia concettuale che forse, senza volerlo, ci ha immensamente arricchito di nuovi stimoli e di nuovi desideri.</p>
<p>Anche il concetto di lusso è stato, a parer mio, profondamente modificato dall&#8217;evolversi della società&#8230;.. oggi i ritmi frenetici che comprimono la nostra giornata hanno fatto sì che il vero lusso diventasse la possibilità di dilatare il proprio tempo.</p>
<p>Ecco che allora nascono luoghi dove i sensi hanno modo di staccare la spina e di riappropriarsi di una dimensione all&#8217;insegna del relax e dell&#8217;armonia.</p>
<p>I designers creano oggetti di grande forza comunicativa e riescono ad allestire gli spazi del vivere quotidiano facendo trasudare il loro know-how e il loro personale concetto di stile.</p>
<p>Questo è quello che non posso non percerpire nel mio osservare le città che scelgo e da cui vengo scelta nel mio peregrinare e vedo sempre più il lusso che mi viene incontro, non devo più cercarlo e neanche strapagarlo&#8230;.. il lusso è ovunque: si, grazie, molte grazie per questo nuovo lusso per i numerosi ed esigenti amanti dell&#8217;innovazione e della comunicazione.</p>
<p>Spero che ognuno di voi (voi che avete &#8220;perso&#8221; un po&#8217; di tempo nel leggere le mie congetture) abbia il suo luogo del lusso preferito e che, magari mi faccia avere le coordinate.</p>
<p><a title="Chiara Morra" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=349">Chiara Morra</a>
</p>
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		<title>Bio beauty, profumi &#8220;eco-friendly&#8221; e green marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albaneseg</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[&#8230;Da circa un anno e mezzo, le marche di profumi si sono messe a produrre dei ‘Millesimes’.
Una tendenza avviata a fine 2005 da l’Artisan Parfumeur, con il suo Fleur d’Oranger proveniente dai pregiati frutteti di Nabeul in Tunisia.
Nella creazione di questi profumi le marche impiegano prodotti rari, forniti da produttori locali, privilegiando la qualità alla quantità.
Questi profumi, quindi, consentono alle aziende, non solo di rivolgersi ad un consumatore intenditore, ma anche di dare un vero senso e valore a queste &#8220;delicatessen&#8221; olfattive.
La crescente sensibilità verso le tematiche legate all&#8217;ambiente e al ritorno alla natura, ha generato una tendenza delle aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Da circa un anno e mezzo, le marche di profumi si sono messe a produrre dei ‘Millesimes’.<br />
Una tendenza avviata a fine 2005 da l’Artisan Parfumeur, con il suo Fleur d’Oranger proveniente dai pregiati frutteti di Nabeul in Tunisia.<a id="more-365"></a><br />
Nella creazione di questi profumi le marche impiegano prodotti rari, forniti da produttori locali, privilegiando la qualità alla quantità.<br />
Questi profumi, quindi, consentono alle aziende, non solo di rivolgersi ad un consumatore intenditore, ma anche di dare un vero senso e valore a queste &#8220;delicatessen&#8221; olfattive.<br />
La crescente sensibilità verso le tematiche legate all&#8217;ambiente e al ritorno alla natura, ha generato una tendenza delle aziende a sfruttare questo tema per la creazione di prodotti &#8220;eco friendly&#8221;.<br />
Nella primavera 2007, assistiamo all’arrivo di due star del lusso nell’ambito Bio.<br />
Dopo i profumi,Stella McCartney lancia Care, una linea di prodotti di bellezza di alta gamma, certificata bio.<br />
Anche L’Artisan Parfumeur si mette allo skin care con Jatamansi, una linea di rituali per il corpo 100 % naturali e certificati bio. <br />
Lusso e sviluppo durevole e sostenibile dimostrano così di non sono necessariamente 2 mondi antinomici.<br />
Lo sviluppo durevole e il naturale sono valori legati a non poche marche di cosmetici, come L’Occitane, che ha creato la Fondazione L’Occitane.<br />
Oltre alle azioni caritative  la casa cosmetica partecipa alla preservazione durevole di specie vegetali.<br />
Altre marche di bellezza rivendicano lo sviluppo durevole, come ad esempio Natura, azienda che ha come mission portare in giro per il mondo un prodotto con dentro &#8220;tutto il buono che la natura ci offre&#8221;.<br />
Essa segue un procedimento di fabbricazione rispettoso della natura: l&#8217;azienda ha inserito un procedimento di riutilizzo dell’acqua ed investe anche nei programmi di rimboscamento della foresta.<br />
Le grandi multinazionali del mercato cosmetico (L&#8217;Oreal, Procter and Gamble..) inseriscono tra i loro valori il rispetto dell&#8217;ambiente e sono arrivate al punto  di creare delle vere e proprie documentazioni programmatiche dei loro impegni verso l&#8217;ambiente e verso il sociale.<br />
Speriamo sia l&#8217;inizio di un vero e proprio impegno e non solo l&#8217;ennesima trovata pubblicitaria utilizzata come cassa di risonanza.</p>
<p> </p>
<p><a title="Grazia Albanese" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=359">Grazia Albanese</a>
</p>
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		<item>
		<title>“Olfattorio Bar a Parfums”: nuova esperienza olfattiva.</title>
		<link>http://www.verymarketingpeople.com/?p=364</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gigliodorol</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[Leggi “Olfattorio” e pensi ad un luogo dove il principe dei sensi è l’olfatto.
Leggi “Bar a Parfums” e pensi a un luogo dove assaggiare profumi.
Ed è proprio così.
Come si entra in un’enoteca per degustare vini descritti e raccontati da professionisti sommelier che ne spiegano provenienza e struttura, si entra nel a Bar Parfums per degustare e conoscere fragranze. Questo magico luogo è uno showroom di profumeria di nicchia.
Con la definizione “profumeria di nicchia” intendiamo fragranze non distribuite nelle profumerie commerciali (come le grandi catene Sephora, Gardenia, Limoni) posizionate in una fascia di prezzo alta e molto alta: la composizione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image363" height="96" alt="bar parfum" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/03/mini_bar.gif" align="left" />Leggi “Olfattorio” e pensi ad un luogo dove il principe dei sensi è l’olfatto.<br />
Leggi “Bar a Parfums” e pensi a un luogo dove assaggiare profumi.<br />
Ed è proprio così.</p>
<p>Come si entra in un’enoteca per degustare vini descritti e raccontati da professionisti sommelier che ne spiegano provenienza e struttura, si entra nel a Bar Parfums per degustare e conoscere fragranze. Questo magico luogo è uno showroom di profumeria di nicchia.<a id="more-364"></a><br />
Con la definizione “<strong>profumeria di nicchia</strong>” intendiamo fragranze non distribuite nelle profumerie commerciali (come le grandi catene Sephora, Gardenia, Limoni) posizionate in una fascia di prezzo alta e molto alta: la composizione delle fragranze è molto pregiata e le essenze utilizzate sono ricercatissime.<br />
L’Olfattorio ha brevettato una <strong>speciale mouillette</strong> (la cartina su cui si vaporizza il profumo) di forma conica, al cui interno si nebulizza l’essenza scelta. Il cono viene poi posizionato su un piedistallo e il risultato è un <strong>calice di profumo da degustare</strong>.<br />
Lo staff del “Bar a Parfums” è composto di esperti profumieri che parlano e ragionano con il cliente, con l’intento di capire quale sia il tipo di famiglia olfattiva che più corrisponde al proprio gusto e alla propria personalità. E cosi scopri una preferenza per i profumi cipriati, floreali orientali (ambrati), esperidati (agrumati), boisé (legnosi) o con note di cuoio (come il tabacco). <strong>Come avviene per lo scrittore, il profumiere compone una storia intorno ad un tema</strong>. Il tema che domina la composizione determinerà la famiglia del profumo, mentre gli accordi secondari preciseranno la sotto-famiglia di appartenenza.<br />
I profumieri dell’Olfattorio descrivono e raccontano la storia e il concept di ogni fragranza e <strong>ascoltarli è un incanto, un’esperienza da non perdere</strong>. Vengono illustrate le note che compongono ogni profumo: <strong>note di testa</strong> (le prime che percepiamo e che colpiscono il nostro sistema olfattivo ), <strong>note di cuore</strong> (quelle che rappresentano l’odore principale e caratteristico della sostanza) e <strong>note di fondo</strong> ( le più durature dell’essenza che diventano percepibili dopo circa trenta minuti per perdurare ore o addirittura giorni).<br />
I marchi distribuiti sono “L’Artisan Parfumeur”, “Detaille”, “Penhaligon’s”, “E.Coudray”, “Parfums L.T. Piver”, “Skintech”, “The Different Company”, “La Campagnie de Provence”, “Diptyque”, “Le Parfum de Rosine”, “Sud Pacifique”.<br />
E con ogni marchio e ogni profumo si apre un capitolo di racconti e suggestioni: come e dove nasce, cosa vuole raccontare, dove ci vuole portare.<br />
Alcuni di questi si possono combinare tra loro e la particolarità è che essendo coposti di note naturali e molto pregiate, virano sulla pelle in modo totalmente personale. Il risultato è <strong>una fragranze esclusiva, il tuo profumo</strong>.<br />
(<a href="http://www.olfattorio.it/">www.olfattorio.it</a>)</p>
<p><a title="Laura Gigliodoro" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=353">Laura Gigliodoro</a>
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		<title>La cosmesi del futuro e il beauty pack</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cavallic</dc:creator>
		
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	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[In base a quanto sostengono gli esperti del settore, l’innovazione tecnologica, l’ultra-personalizzazione, la multifunzionalità e la piacevolezza polisensoriale sono gli aspetti che caratterizzeranno principalmente la cosmesi del futuro.

Spray inalatori per dosi quotidiane di antiossidanti, fondotinta che si stendono come un fluido e si staccano la sera come una maschera di gomma, chewing gum che rinforzano la barriera idrolipidica sono solo alcuni esempi di innovazioni tecnologiche in campo cosmetico. Ma innovazione è anche sinonimo di complessificazione, infatti come sostiene Anne Carullo, direttore del dipartimento innovazione di Estée Lauder &#8220;Al primo sguardo i prodotti potrebbero sembrare simili a quelli di oggi. Più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In base a quanto sostengono gli esperti del settore, l’innovazione tecnologica, l’ultra-personalizzazione, la multifunzionalità e la piacevolezza polisensoriale sono gli aspetti che caratterizzeranno principalmente la cosmesi del futuro.</p>
<p><a id="more-362"></a><br />
Spray inalatori per dosi quotidiane di antiossidanti, fondotinta che si stendono come un fluido e si staccano la sera come una maschera di gomma, chewing gum che rinforzano la barriera idrolipidica sono solo alcuni esempi di innovazioni tecnologiche in campo cosmetico. Ma innovazione è anche sinonimo di complessificazione, infatti come sostiene Anne Carullo, direttore del dipartimento innovazione di Estée Lauder &#8220;Al primo sguardo i prodotti potrebbero sembrare simili a quelli di oggi. Più piccoli forse, perché in vasetti e flaconi troveremo formule più efficaci e ancora più concentrate. Ma credo che non saremo in grado di applicarne correttamente nessuno. Che di alcuni non capiremo nemmeno come aprirli&#8221;. È ipotizzabile che, in un contesto del genere, istruzioni per l’uso interattive o scaricabili da internet, tramite i beauty pack del futuro, avranno un ruolo essenziale e ancor più assistenziale.<br />
Da New York la Carullo introduce un futuro cosmetico trasformista, fatto di creme camouflage in grado di modificare l&#8217;identità cutanea per 12 ore e formule tanto sensibili da risolvere i disagi dello stress ambientale o psicologico al momento opportuno. Anche i prodotti di make up non saranno da meno: le prossime tecnologie svilupperanno pigmenti dai poteri camaleontici in grado di cambiare il colore all&#8217;applicazione o al contatto con l&#8217;aria. &#8220;Saranno trucchi sensibili alla temperatura, reagiranno a seconda della quantità di caldo o di freddo cui saranno sottoposti. Per esempio potremmo avere un mascara che appare incolore appena estratto dall&#8217;astuccio ma che diventa verde se passato sotto l&#8217;acqua fredda, oppure turchese se passato sotto quella calda&#8221;, continua Carullo. &#8220;Magie illusionistiche? No, i nostri laboratori americani già hanno a disposizione tecnologie fotosensibili, in grado cioè di reagire e trasformarsi a seconda dei diversi livelli di luce. Credo sia assolutamente concepibile che arriveremo a prodotti sensibili alle temperature&#8221;.<br />
Esperti futurologi immaginano il bagno come un ambiente dal design clinico, molto simile a un laboratorio. &#8220;Penso che ci saranno più oggetti e anche apparecchi utili per migliorare il nostro aspetto&#8221;, dichiara Steve Shiel, responsabile della comunicazione scientifica di Procter &#038; Gamble. Gli strumenti per analizzare il pH cutaneo, misurare la quantità di sebo del film idrolipidico e individuare l&#8217;area del viso in stress ossidativo potranno comunicare direttamente con gli smart packaging dei cosmetici che indicheranno al consumatore l’esatta dose di prodotto da utilizzare e alcuni specifici accorgimenti da prendere durante l’applicazione (ultra-personalizzazione). Anche Olivier Echaudemaison, make up artist creativo delle collezioni Guerlain, immagina il bagno come laboratorio cosmetico in cui solo dopo aver analizzato lo stato della pelle si perfezionano le creme.<br />
Inoltre ‘i prodotti di bellezza avranno una doppia anima. Nel senso che prevederanno due metodi d&#8217;uso: uno sarà una versione veloce per la vita di tutti i giorni sempre più frenetica. L&#8217;altro sarà un&#8217;edizione &#8220;cocooning&#8221; che prevederà tempi più lenti all&#8217;insegna di un maggior benessere, piacere e relax. Sarà studiata per i ritmi dilatati del weekend’, spiega Lionel De Benedetti direttore dei laboratori Clarins. Marie Helene Lair, responsabile dello sviluppo prodotti di Chanel, sostiene che questa estremizzazione del nostro stile di vita, questo doppio binario cosmetico, imporrà una velocizzazione &#8220;di tutta la routine quotidiana: per questo uno stesso trattamento avrà più funzioni. Si offriranno soluzioni anti - età e di idratazione allo stesso tempo. Azioni lenitive per pelli sensibili e insieme liftanti&#8221;.<br />
Il fattore multitasking diventerà centrale nella società e crescerà quella che è stata definita la generazione M, gli attuali teenager allenati a compiere diverse azioni simultaneamente. Le aziende si attrezzeranno per offrire bagnoschiuma che sotto la doccia detergono il corpo, colorano e proteggono la pelle grazie a una dose di attivi autoabbronzanti e ai filtri Uv. I beauty pack ricalcheranno efficacemente la multifunzionalità dei prodotti cosmetici attraverso l’impiego simultaneo di codici semantici ed estetici differenti, ma appartenenti allo stesso settore (codici dell’idratazione, del trucco, dell’abbronzatura, dell’anti - età ecc.) o di altri settori merceologici (primi fra tutti quello farmaceutico e quello alimentare). &#8220;Saranno cosmetici lifestyle, che seguiranno ancora di più il nostro stile di vita e i nostri ritmi&#8221;, continua Lair. &#8220;Già oggi per esempio viviamo la sindrome del weekend: ci piace e ci piacerà sempre di più rallentare e indulgere in attività di benessere il sabato e la domenica. Gli altri giorni avremo la possibilità di scegliere formule in pillole per la cura della pelle che avranno la stessa efficacia delle creme. Ci saranno addirittura pastiglie che modificheranno la colorazione del viso e dei capelli con effetti immediati e a tempo determinato. Ma arriveranno anche prodotti che inaleremo per avere un&#8217;azione più immediata&#8221;. La pelle si inaridisce durante un volo aereo? Per non scalfire il make up si estrarrà dalla borsetta l&#8217;idro - inalatore.<br />
Una delle missioni centrali della cosmetica sarà sempre quella di offrire benefici sensoriali, e quindi sviluppare sofisticate fragranze e innovative texture che stimolino i cinque sensi. &#8220;Capire la fisiologia chimica delle formule, il modo in cui percepiamo un prodotto quando lo applichiamo sulla pelle, il modo in cui si spalma e si assorbe sono fondamentali&#8221;, spiega Eric Perrier direttore della ricerca e sviluppo nei laboratori Dior. Lionel De Benedetti a capo dei laboratori Clarins è convinto che ulteriori ricerche porteranno alla formulazione di texture di maggior gradimento. &#8220;Scopriremo molecole, sintetiche o naturali, che saranno in grado di provocare maggior piacere nell&#8217;applicazione e allo stesso tempo saranno capaci di rendere più efficaci i cosmetici aumentando il livello di penetrazione degli attivi&#8221;. Il beauty pack intelligente, quindi, potrà interagire con il consumatore, trasmettendo, oltre a informazioni multifunzionali e prescrizioni ad hoc, emozioni e sensazioni nuove, piacevoli e ‘personalizzate’ allineate al posizionamento estetico - sensoriale del prodotto e del brand.</p>
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<p><a title="Profilo Claudia Cavalli" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=358">Claudia Cavalli</a> 
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		<title>Profumi nell&#8217;aria</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>colonnav</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[Nella nostra realtà esistono circa 400mila odori diversi ma, avendo perso nel corso dell&#8217;evoluzione l&#8217;abitudine ad esercitare il senso dell&#8217;olfatto, siamo in grado di riconoscerne non più di 10mila.
Nonostante oggi si utilizzino in prevalenza l&#8217;udito e la vista, l&#8217;uomo ha mantenuto la sua naturale capacità di risposta agli stimoli che derivano dall&#8217;olfatto, infatti aromi e profumi possono avere un importante ruolo sia sul fisico, sia sulla mente. Spesso odori ed essenze sono in grado di rievocare ricordi sepolti nella memoria.
Molte realtà stanno sperimentando l&#8217;utilizzo di aromi e profumi per ottimizzare il risultato di un evento, per indurre i clienti all&#8217;acquisto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella nostra realtà esistono circa 400mila odori diversi ma, avendo perso nel corso dell&#8217;evoluzione l&#8217;abitudine ad esercitare il senso dell&#8217;olfatto, siamo in grado di riconoscerne non più di 10mila.<a id="more-360"></a><br />
Nonostante oggi si utilizzino in prevalenza l&#8217;udito e la vista, l&#8217;uomo ha mantenuto la sua naturale capacità di risposta agli stimoli che derivano dall&#8217;olfatto, infatti aromi e profumi possono avere un importante ruolo sia sul fisico, sia sulla mente. Spesso odori ed essenze sono in grado di rievocare ricordi sepolti nella memoria.</p>
<p>Molte realtà stanno sperimentando l&#8217;utilizzo di aromi e profumi per ottimizzare il risultato di un evento, per indurre i clienti all&#8217;acquisto o per stimolare i propri dipendenti. A Düsseldorf un grande magazzino diffonde profumi di erba, foglie, frutta in quanto, come sostiene il direttore, la reazione suscitata dall&#8217;inalazione di questi aromi porta le persone a &#8220;rallentare l&#8217;andatura e questo comportamento rende più probabile la decisione di acquisto&#8221;.</p>
<p>Attraverso il naso ed il nervo olfattivo vengono inviati dei messaggi al cervello che stimolano delle reazioni. Alcune imprese in Giappone ormai da diversi anni profumano i propri uffici adottando determinate strategie: essenza di limone al mattino per stimolare i dipendenti, odori di fiori nel pomeriggio per prolungare la resistenza, profumo di bosco alla sera per trasmettere una sensazione di ottimismo. Anche il metro di Parigi e l&#8217;Atm di Milano stanno sperimentando i benefici effetti derivanti da queste strategie.</p>
<p>In futuro si potranno utilizzare aromi selezionati in base ai prevedibili effetti anche nei congressi: un&#8217;essenza stimolante potrà contrastare gli effetti soporiferi di certi interminabili interventi, un&#8217;aroma frizzante potrà trasmettere energia ai venditori.</p>
<p>C&#8217;è chi prevede l&#8217;adozione del profumo aziendale in sostituzione del logo per il suo maggior potere rappresentativo ed evocativo. Aromi e profumi saranno dunque prima di quanto si pensi nuovi strumenti del marketing?<br />
<a title="Valentina Colonna" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=355">Valentina Colonna</a>
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		<title>L’homme: la nouvelle cible des cosmétiques</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 08:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>horvaths</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Marketing (Francais)</category>
	<category>Fashion &amp; Beauty</category>
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		<description><![CDATA[Les manucures, traitements, spa, salons de coiffure et opérations esthétiques ont longtemps été le terrain des dames. Il semble cependant que la tendance soit au changement. En effet, les hommes envahissent le territoire, s’intéressant plus que jamais à leur apparence, aux soins et chirurgie, tels que crèmes, baumes, lifting, rhinoplastie, implants capillaire, liposuccion, épilations laser&#8230;
Les produits de beauté masculins connaissent un essor extraordinaire. Mais qui sont ces nouveaux consommateurs? Et l’homme du XXIème siècle se laisse-t-il facilement catégoriser?
Il va sans dire que l’accès au monde de l’esthétique est de plus en plus immédiat. Les experts de la santé et l’avancée [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Les manucures, traitements, spa, salons de coiffure et opérations esthétiques ont longtemps été le terrain des dames. Il semble cependant que la tendance soit au changement. En effet, les hommes envahissent le territoire, s’intéressant plus que jamais à leur apparence, aux soins et chirurgie, tels que crèmes, baumes, lifting, rhinoplastie, implants capillaire, liposuccion, épilations laser&#8230;<a id="more-348"></a><br />
Les produits de beauté masculins connaissent un essor extraordinaire. Mais qui sont ces nouveaux consommateurs? Et l’homme du XXIème siècle se laisse-t-il facilement catégoriser?</p>
<p>Il va sans dire que l’accès au monde de l’esthétique est de plus en plus immédiat. Les experts de la santé et l’avancée technologique permettent à ce secteur d’être toujours à la pointe. Ceci attrait de plus en plus de consommateurs et parmi eux, la gente masculine.</p>
<p>On découvre, en premier lieu, “l’homme qui s’assume”. Il achète tous types de produits aussi coûteux qu’en vogue. Il accepte pleinement la femme qui est en lui, prenant un abonnement dans les instituts de beauté les plus chics, où il se soumet régulièrement à divers peeling, UV et épilations. Il utilise des crèmes comme le fluide hydratant  visage hâlé de Jean Paul Gaultier ou la crème raffermissante Biotherm. Les hommes qui s’offrent ce genre de produits posent des questions techniques, ils se renseignent avant l’acquisition et ce sans aucune gêne.</p>
<p>Autre univers, “l’homme indécis”, plus intéressé par les couleurs et odeurs des produits que par leurs effets. Il apprécie les produits naturels et bio utilisant des gommages et crèmes pour le visage et corps de body shop et autres marques entièrement bio. On le retrouve souvent à piquer les cosmétiques dans le kit beauté de sa copine, dès que celle-ci a le dos tourné. Mais il ne s’aventure que très rarement dans les parfumeries et ne le fait qu’accompagné d’une assistance féminine.</p>
<p>“L”homme complexé” a une place capitale dans le classement, puisqu’il s’agit du premier consommateur des centres de beauté et cliniques esthétiques. Il cherche par tous les moyens d’obtenir ce que la nature ne lui a pas offert, autrement dit un remède à une calvitie naissante, à une pilosité trop importante, ou à une surcharge pondérale disgracieuse. Il dé stigmatise son mal-être en adhérant aux produits Nickel, qui au-delà de parler franc tournent à la dérision les noms traditionnels des produits cosmétiques. On reconnaît “Mauvais poil”, le gel de rasage, “Coup de gueule”, le masque gommant exfoliant…</p>
<p>On trouve finalement “l’homme en mal de jeunesse”, ou sujet à la peur de vieillir, il atteint un âge raisonnable et redoute les premiers signes de sagesse. Il refuse d’être daté, et court après une jeunesse perdue. Il utilise tous les subterfuges pour contrer le temps, mais tend parfois par abuser des pratiques puisqu’il “consomme” littéralement la chirurgie plastique et les bronzages artificiels.<br />
 <br />
Mais le mâle pur et dur subsiste toujours, il réfute sa part de féminité et résiste à une possible adhésion à l’un de ces clans.  Il reste insensible à ces produits et avoue ne pas comprendre les hommes qui s’adonnent à ce genre de pratique, puisqu’il s’agit pour lui d’une réelle perte de virilité.<br />
Reste à savoir s’il pourra, malgré tout, faire partie du marché de demain&#8230;</p>
<p><a title="Stéphanie Horvath" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=347">Stéphanie Horvath</a><br />
 
</p>
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		<title>Fashion e nuove tecnologie</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 09:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>allariaf</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Eventi marketing</category>
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		<description><![CDATA[Fabrizio Allaria del Master in Fashion Marketing Communication del Polimoda intervista Barry Smith della University College Dublin, chiedendo la sua previsione sul fashion e il web.
Durante il seminario Bordoni su &#8220;Servizi informativi e profilazione automatica dell&#8217;utente&#8221;.
 
 
Vedi il video su YouTube

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pqfZJRz4QGA"><img id="image345" alt="Fabrizio Allaria del Master in Fashion Marketing Communication del Polimoda intervista Barry Smith della University College Dublin" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/03/barrysmith.jpg" align="left" /></a>Fabrizio Allaria del Master in Fashion Marketing Communication del Polimoda intervista Barry Smith della University College Dublin, chiedendo la sua previsione sul fashion e il web.</p>
<p>Durante il seminario Bordoni su &#8220;Servizi informativi e profilazione automatica dell&#8217;utente&#8221;.<br />
 <br />
 <br />
Vedi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pqfZJRz4QGA">il video su YouTube</a>
</p>
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		<title>Schiavi del lusso</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 18:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gallic</dc:creator>
		
	<category>Marketing della moda</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Questa volta non scriverò un articolo, farò una segnalazione.
Il 2 dicembre 2007 Report, la trasmissione di raidue delle 21:30, è andata in onda con un pezzo sulla moda italiana, per la precisione sul &#8220;finto&#8221; pret-a-porter di casa nostra in scena sulle passerelle di Milano a settembre e che tutti (gli stolti, ndr) ci invidiano, ma solo perchè non sanno&#8230;
Non vi anticipo altro, solo il link dove vengono svelate luci e ombre del falso mondo del fashion&#8230; Buona Lettura
 
Cristiana Galli


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image312" height="96" alt="vogue cinese" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/01/dujuanv111006_536x700.miniatura.jpg" align="right" />Questa volta non scriverò un articolo, farò una segnalazione.<br />
Il 2 dicembre 2007 Report, la trasmissione di raidue delle 21:30, è andata in onda con un pezzo sulla moda italiana, per la precisione sul &#8220;finto&#8221; pret-a-porter di casa nostra in scena sulle passerelle di Milano a settembre e che tutti (gli stolti, ndr) ci invidiano, ma solo perchè non sanno&#8230;<a id="more-310"></a></p>
<p>Non vi anticipo altro, solo il link dove vengono svelate luci e ombre del falso mondo del fashion&#8230; <a title="schiavi del lusso- report" href="http://www.report.rai.it/RE_stampa/0,11516,1075811,00.html"><strong>Buona Lettura</strong></a></p>
<p> </p>
<p><a title=" autrice cristiana galli" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=53">Cristiana Galli</a></p>
<p><a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1075811,00.html" />
</p>
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		<title>Imparare a vendere se stesse</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 14:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gallic</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Marketing è donna</category>
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		<description><![CDATA[Poco tempo fa ho acquistato un libro di un‘educatrice sociale che più che un libro consiste in un elenco di errori che le donne (maggiormente&#8230;) commettono sul posto di lavoro.
Proprio all’inizio del libro c’era un test di autovalutazione che avrebbe fatto emergere i miei punti di forza e quelli di debolezza.
Ebbene, con mio enorme stupore, ho raggiunto i massimi punteggi in due settori, quali : la cura del proprio aspetto e le modalità di risposta.
Ho pensato allora che, probabilmente, se avessi messo a disposizione del gentil sesso tutto ciò in cui, secondo il libro, eccello naturalmente, avrei fatto un favore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img id="image306" height="85" alt="business woman" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2008/01/200255063-001.miniatura.jpg" align="right" />Poco tempo fa ho acquistato un libro di un‘educatrice sociale che più che un libro consiste in un elenco di errori che le <strong>donne</strong> (maggiormente&#8230;) commettono sul posto di lavoro.<br />
Proprio all’inizio del libro c’era un test di autovalutazione che avrebbe fatto emergere i miei punti di forza e quelli di debolezza.<br />
Ebbene, con mio enorme stupore, ho raggiunto i massimi punteggi in due settori, quali : la <strong>cura del proprio aspetto</strong> e le <strong>modalità di risposta</strong>.<a id="more-45"></a><br />
Ho pensato allora che, probabilmente, se avessi messo a disposizione del gentil sesso tutto ciò in cui, secondo il libro, eccello naturalmente, avrei fatto un favore ad alcune donne che magari, davanti a insinuazioni di colleghi rimango basite e ammutolite, o che, trovano difficoltà a scegliere l’abbigliamento adatto alle più disparate occasioni .<br />
Cominciamo allora con la cura del proprio aspetto.<br />
Intanto sappiate che, secondo le statistiche, il 55% della credibilità si basa sull’aspetto esteriore, il 38% sul modo di esprimersi, e solo il 7% su quello che si dice. Quindi, se non avete l’immagine giusta, non sarete mai prese sul serio a livello professionale, per quanto intelligenti o colte possiate essere.<br />
Cominciamo con lo sfatare uno dei più grandi miti sulla carriera: le promozioni e gli incarichi di prim’ordine vanno ai più bravi e intelligenti. ERRORE. La competenza è solo uno dei requisiti necessari. È fondamentale, ma da sola non basta.<br />
Per vostra fortuna l’immagine è una delle cose più facili da correggere; ci vuole poco per sembrare professioniste capaci e competenti.<br />
Partirò dal presupposto che voi, le competenze, già le abbiate acquisite, assimilate e fatte vostre da molto tempo.<br />
Mi limiterò così a darvi dei piccoli suggerimenti.I CAPITOLO - “Muovetevi ”</p>
<p>Per prima cosa non occupate troppo poco spazio.<br />
L’uso dello spazio dice qualcosa su di voi e sulla vostra sicurezza.<br />
Più spazio occupate e più sicure di voi sembrate.<br />
La prossima volta che salite su un aereo osservate la differenza di come si siedono gli uomini e le donne. Mentre i primi occupano tutto lo spazio allargando le gambe e appoggiando i gomiti su entrambi i braccioli, le donne tendono a tenere le braccia attaccate al corpo per paura di invadere lo spazio altrui. Lo stesso fenomeno si verifica in occasione delle presentazioni davanti a più persone. Le donne tendono a restare in piedi nello stesso punto, muovendosi pochissimo. Se poi gesticolano anche poco l’impressione che danno è di essere persone schive, caute, con poco da offrire e che non vogliono correre rischi. E lo stesso vale per i gesti. L’energia che mettete nei gesti dovrebbe essere la stessa che mettete nei movimenti.<br />
Il problema è che molte donne non hanno mai imparato l’arte del gesticolare.<br />
Ci hanno sempre insegnato a stare sedute, buone, brave e con le mani in grembo.<br />
Allora, se fate una presentazione, cercate di muovervi lentamente su e giù:occupate almeno il 75% dello spazio che vi è stato dato. Se proprio dovete rimanere ferme la distanza dei vostri piedi dovrebbe corrispondere più o meno all’ampiezza delle vostre spalle.</p>
<p>II- “Restauro”</p>
<p>Come seconda cosa non truccatevi in modo inadatto.<br />
La questione <strong>trucco</strong> è molto complessa.<br />
È una cosa che la gente nota, accorgendosi quand’è troppo pesante o troppo leggero.<br />
Io personalmente sono per il trucco che c’è ma non si vede, con tutti gli “strati” previsti ( quindi correttore, <a title="uso del fondotinta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondotinta">fondotinta</a>, phard, <a title="uso del mascara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mascara">mascara</a>, ombretto e lucido ), rigorosamente dei vostri colori del viso-capelli, tono su tono. Voi, comunque, potete chiedere ad un’amica o a una collega fidata che si trucca bene qualche consiglio.<br />
Inoltre.<br />
Avete mai visto un uomo tirar fuori uno specchietto e controllarsi i capelli dopo pranzo? Ritoccarsi “all’aperto” è ridicolo e per quanto discrete possiate essere la gente nota chi si risistema in pubblico, e mentalmente registra.<br />
Se proprio non potete farne a meno andate alla toilette, ma fate in fretta.</p>
<p>III – “L’abito fa il monaco”</p>
<p>Altro tasto dolente è l’abbigliamento poco appropriato. (vale anche per l’eccesso di accessori.)<br />
Mentre prima era semplice perché le donne indossavano abiti o tailleur, a mano a mano che i completi pantalone e addirittura i pantaloni sportivi hanno preso il sopravvento, il margine di errore è andato crescendo.<br />
Seguite la massima “vestitevi per il lavoro che volete, non per quello che avete”, e non sbaglierete. Che vi piaccia o no la gente nota non solo lo stile di ciò che indossate ma anche la qualità. Perciò guardate le donne al vertice della vostra azienda: è così che dovrete vestirvi. Anche se nel vostro ufficio le persone vestono in maniera informale voi vestitevi sempre un po’ meglio delle persone che avete intorno.<br />
È difficile sbagliare indossando un <strong><a title="tailleur" href="http://dellamoda.it/dizionario_della_moda/t/tailleur.php">tailleur</a></strong>.</p>
<p>IV - “Verba”</p>
<p>A questo punto, sistemati gli errori in cui imbattete (senza neanche saperlo), prenderò in considerazione le risposte al modo in cui vi trattano gli altri.</p>
<p>Ci è stato insegnato a reagire con gentilezza quando qualcuno ci tratta in modo scorretto, a essere docili e concilianti. Mentre agli uomini, quando sono piccoli, si insegna l’arte dell’autodifesa, alle femminucce si insegna a porgere l’altra guancia.<br />
Così ci troviamo a tollerare comportamenti inaccettabili.</p>
<p>V – “Gli ignoranti”</p>
<p>Punto primo. Non crediate che gli altri ne sappiano sempre più di voi.<br />
Se qualcuno non vi quadra o qualcosa non vi sembra giusto, probabilmente non lo è, quindi, prima di chiedere l’opinione di qualcun altro, assicuratevi di averne davvero bisogno.<br />
Punto secondo. Non prendete appunti, non andate a prendere il caffè o fate le fotocopie per gli altri. Avete mai sentito un uomo dire: “facciamo prendere gli appunti a ‘Francesca’, è quella che scrive meglio&#8230;”??<br />
Ecco, se la “Francesca” in questione siete voi, non fatelo.<br />
Ogni volta che accettiamo uno di questi compiti, perpetuiamo lo stereotipo della donna che nutre, serve gli altri, si occupa di loro.<br />
Quando vi chiedono davanti a tutti se potete fare questi “favori” cercate di rispondere in tono neutro e rilassato ”Direi di no, visto che l’ho già fatto l’ultima volta&#8230;”.</p>
<p>VI – “ I cafoni”</p>
<p>Punto terzo. Non tollerate comportamenti scorretti e non abbiate troppa pazienza.<br />
Fate un corso di autodifesa. Difendervi fisicamente vi porterà a difendervi anche verbalmente. Usate messaggi in prima persona e non in seconda persona. Abituatevi a capire quello che provate quando non vi trattano con il dovuto rispetto ed esprimetelo con un messaggio in modo educato ma deciso.<br />
Si sa che la pazienza è la virtù dei forti ma è anche vero che il troppo stroppia, perciò non siate troppo tolleranti con chi non lo è con voi, e, inoltre, chiedete e vi sarà dato.<br />
Se vi accusano di essere impazienti , non credeteci. È solo un tentativo di farvi stare al vostro posto.</p>
<p>VII – “ Egoist!”</p>
<p>Punto quarto. Non dovete anteporre i bisogni altrui ai vostri.<br />
Che si tratti di cancellare dei programmi perché vostra sorella vi chiede di fare qualcosa per lei, o prendervi cura di un parente invalido il risultato è sempre lo stesso.<br />
Le vostre necessità non vengono soddisfatte.<br />
Ovviamente ci sono delle occasioni in cui non si può fare diversamente, o in cui è la sola cosa giusta da fare. Ma non deve essere la regola. Perciò assicuratevi di sapere quello che volete domandandovelo di tanto in tanto e imparate a negoziare. Non è da egoisti pretendere di veder soddisfatti i propri bisogni, anche se ciò può infastidire gli altri.<br />
Ripetetevelo.</p>
<p>VII – “ La parità dei sessi”</p>
<p>Infine, gli ultimi 2 consigli (forse quelli più al femminile&#8230;).<br />
Non giocate mai la carta della discriminazione sessuale ( spifferando al vento che non vi è stato concesso questo o quello perché siete una donna&#8230;).<br />
Ma soprattutto : non tollerate <strong>molestie sessuali</strong>. Accettate il fatto che un collega ci possa provare e vi chieda un appuntamento. E una cosa lecita. Ma la situazione è diversa se si tratta di un superiore. Spetta a voi mettere in chiaro le cose quando non provate alcun interesse per l’altra persona.</p>
<p>Avrei molto altro da suggerivi, ma mi era stato imposto di non superare le 1800 battute&#8230;e al momento sono a più del doppio&#8230;</p>
<p><a title="Cristiana Galli - marketing" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=53">Cristiana Galli</a></p>
<p> </p>
<p>Il libro:</p>
<p><a title="le brave ragazze non fanno carriera" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1723&#038;isbn=8850209916">&#8220;Le brave ragazze non fanno carriera&#8221; - Lois P. Frankel</a><br />
<a title="Compra il libro segnalato da Cristiana Galli" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1723&#038;isbn=8850209916"><img id="image106" height="28" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/04/acquista.jpg" /></a></p>
<hr />                   </p>
<p>Allcuni articoli utili a non imbattersi in errori inopportuni&#8230;:</p>
<p>In auto&#8230; <a title="in auto..." href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/26/blowup.shtml">Leggi</a><br />
Stiamo per uguagliare gli uomini&#8230;<a title="stiamo per uguagliare gli uomini" href="http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=90435">Leggi</a><br />
Guida all&#8217;eleganza: <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1723&#038;isbn=9788804549444">il libro</a>
</p>
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		<title>Da &#8220;casalinga di Voghera&#8221; ad A.D. della famiglia&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 22:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vierib</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
	<category>Marketing è donna</category>
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		<description><![CDATA[La donna consumatrice si è evoluta, è un dato di fatto. La &#8220;casalinga di Voghera&#8221;, classico esempio dei libri di scuola, non esiste più.
Impegnata, attenta al proprio corpo e al proprio benessere, divisa tra lavoro e famiglia, in corsa contro il tempo: la donna di oggi è sempre più complessa e difficile da raggiungere.
Lo sanno bene le aziende, che da tempo hanno avviato ricerche per comprenderne le evoluzioni psicologiche e sociali, in modo da poter studiare nuove strategie di marketing, capaci di soddisfare le sue nuove esigenze e anticiparne i bisogni.
Rosanna Savoldelli, direttore di ricerca Eurisko, sostiene che &#8220;mantenere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="212" src="http://www.modusvivendi.it/blog/wp-content/uploads/2006/05/spesa%20supermercato.jpg" width="181" align="left" />La donna consumatrice si è evoluta, è un dato di fatto. La &#8220;casalinga di Voghera&#8221;, classico esempio dei libri di scuola, non esiste più.</p>
<p>Impegnata, attenta al proprio corpo e al proprio benessere, divisa tra lavoro e famiglia, in corsa contro il tempo: la donna di oggi è sempre più complessa e difficile da raggiungere.</p>
<p>Lo sanno bene le aziende, che da tempo hanno avviato ricerche per comprenderne le evoluzioni psicologiche e sociali, in modo da poter studiare <strong>nuove strategie di marketing</strong>, capaci di soddisfare le sue nuove esigenze e anticiparne i bisogni.<a id="more-303"></a></p>
<p><strong>Rosanna Savoldelli</strong>, direttore di ricerca Eurisko, sostiene che &#8220;<em>mantenere la salute, vivere in una situazione di benessere economico, occuparsi della casa e dei figli, sono le tre priorità della donna di oggi, [&#8230;] attenta a se stessa ma anche tesa verso la società, impegnata nell&#8217;affermazione della propria personalità, ma sensibile all&#8217;etica degli acquisti</em>&#8220;.</p>
<p>Inoltre, con le modifiche avvenute nella società, non si può più parlare della donna come unica responsabile degli acquisti. Gli ultimi anni, infatti, hanno visto un aumento delle donne single e delle famiglie atipiche, a scapito della famiglia tradizionale, che sta venendo meno insieme alla disponibilità di reddito; al tempo stesso si è notevolmente innalzato, nelle donne, il livello di istruzione e il tempo dedicato al lavoro.</p>
<p>Tutti questi fattori hanno causato un&#8217;impennata del 5% degli addetti alla spesa: in altre parole, non è più solo la donna, mamma e moglie, quella che va a fare la spesa.</p>
<p>Sempre secondo Eurisko, oltretutto, lo sgretolamento della &#8220;figura monolitica della responsabile degli acquisti&#8221; ha lasciato il posto a cinque nuove tipologie di donna (in relazione alle marche): la prima è <strong>la donna distaccata</strong>, concentrata su tempo, convenienza e servizi, seguita dalla <strong>donna orgogliosa</strong>, che vive la famiglia come massima priorità ed è un&#8217;alta fruitrice di prodotti premium price. Abbiamo poi <strong>la donna attenta</strong>, che si fida delle marche, ma le sceglie in base ai prezzi; <strong>la donna essenziale</strong>, che utilizza prodotti storici e vive in famiglie mono o bi-nucleari. Per ultima, <strong>la donna superficiale</strong>, che ha una vita sociale attiva e vive le marche con estrema indifferenza.</p>
<p>In questo contesto estremamente complesso, è ormai palese che la tv non è più sufficiente per raggiungere i vari target. Il lavoro e il confronto sociale impongono informazione attraverso settimanali, radio, free press, tv satellitari e soprattutto attraverso la <strong>multimedialità</strong>, che ha assunto un ruolo di primo piano nel confronto con le consumatrici di oggi.</p>
<p>Gli studi lo confermano: l&#8217;e-commerce nel nostro Paese è cresciuto del 42%, con un giro d&#8217;affari di 2.822 milioni di euro, coinvolgendo 8 milioni di italiani.</p>
<p>E, da sottolineare, le donne sul web spendono più degli uomini e usano la rete con estremo pragmatismo per acquistare viaggi, abbigliamento, prodotti tecnologici (un settore, questo, in continua ascesa presso il pubblico femminile).</p>
<p>&#8220;<em>Ascolto, studio delle sue evoluzioni, approccio con formule innovative: sono questi, in sintesi, i consigli per conquistare la donna di oggi</em>&#8221; ci suggerisce <strong>Rosanna D&#8217;Antona</strong>, esperta di comunicazione, &#8220;<em>ma non si deve scordare mai di parlare al cuore, con creatività e coraggio, elementi principi per avvicinare una donna, nonostante i suoi nuovi ruoli e la sua evoluzione da &#8220;casalinga di Voghera&#8221; ad amministratore delegato della famiglia!</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=295" target="_blank">Benedetta Vieri</a><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=295" target="_blank">vieribenedetta@yahoo.it</p>
<p></a>FONTE: <a href="http://www.businessonline.it/" target="_blank">http://www.businessonline.it/</a>
</p>
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		<title>A  tutto Sparty…</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 08:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costantinov</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Le SPA, suffisso di origine latina che sta ad indicare: Salus per aquam, ovvero salute attraverso l’acqua, rappresenta la nuova tendenza caratterizzante la stagione invernale italiana 2007/2008, e sono ambientate in veri e propri centri benessere, dove non troviamo soltanto l’attenzione rivolta al nostro corpo, ma anche e soprattutto, alla nostra mente, creando un nuovo modo alternativo di conoscere gente.
“Salus et Otium” recita l’espressione latina, la salute è indispensabile, quello stato di benessere fisico che rende l’uomo pronto all’azione, maggiormente efficiente nelle proprie attività lavorative. Ma da sola non basta, perché l’individuo realizzi se stesso deve dedicare tempo alla riflessione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le SPA, suffisso di origine latina che sta ad indicare: Salus per aquam, ovvero salute attraverso l’acqua, rappresenta la nuova tendenza caratterizzante la stagione invernale italiana 2007/2008, e sono ambientate in veri e propri centri benessere, dove non troviamo soltanto l’attenzione rivolta al nostro corpo, ma anche e soprattutto, alla nostra mente, creando un nuovo modo alternativo di conoscere gente.<br />
“Salus et Otium” recita l’espressione latina, la salute è indispensabile, quello stato di benessere fisico che rende l’uomo pronto all’azione, maggiormente efficiente nelle proprie attività lavorative. <a id="more-301"></a>Ma da sola non basta, perché l’individuo realizzi se stesso deve dedicare tempo alla riflessione, all’introspezione, alla conversazione, alla lettura e all’ascolto della musica; a quei sottili piaceri della mente che nell’Antica Roma trovavano il loro insediamento nella vita delle terme. Quindi, imparare a sentirsi più belli, a sentirsi bene con se stessi, rilassati ed in salute grazie ad una presa di contatto con la propria mente che è peculiarità della cultura romana: “mens sana in corpore sano”, appunto.<br />
Punto centrale delle SPA è proprio questo, ovvero, luogo dove dare ascolto al proprio spirito oltre che al proprio corpo, uno spazio in cui trovare se stessi e distaccarsi dalle tensioni quotidiane, grazie anche ad un ambiente in cui ogni elemento superfluo viene eliminato per dar maggior spazio alla centralità della persona. Ma non è solo il benessere dell’acqua e dei vari trattamenti a caratterizzare questi centri benessere sparsi per tutta Italia, infatti spesso sono affiancati da un vero e proprio forum culturale e ludico. Dunque una sorta di salotti dove si propone di stimolare la creatività e l’interesse dei vari clienti con dibattiti e mostre su temi di largo interesse ed attualità, ma anche centri di divertimento attraverso l’organizzazione di diverse feste.<br />
Dunque, la nuova tendenza arriva direttamente da New York per trovare la sua migliore sede anche in Italia e viene denominata “Sparty”, parola derivante dall’unione di SPA+Party, dove le SPA diventano i nuovi centri del divertimento, oltre che del benessere: infatti, si abbandonano i tacchi vertiginosi , i tubini fascianti ed i seriosi abiti d’ufficio, la moda torna a riassaporare la libertà di un candido drappo, l’eleganza dell’anima e la bellezza minimalista del vero lusso tra coppe di champagne e massaggi rilassanti. Per essere veramente glamour basta poco…comode ciabatte, un pareo e le persone con cui condividere un momento di totale relax, tra chiacchiere e divertimento nelle SPA più esclusive.<br />
Perciò Sparty offre una gamma di trattamenti a 360 gradi e un modo tutto nuovo di stringere amicizia, socializzare o semplicemente passare del tempo con chi vuoi. Il trend del momento è così piaciuto che non solo i privati, ma anche le aziende ricorrono a quest’idea innovativa ed originale per lanciare un prodotto in una location esclusiva, premiare il personale o concludere trattative.            
</p>
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		<title>Il sabato nel villaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 14:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costantinov</dc:creator>
		
	<category>Marketing della moda</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[Come cambia, si specializza e si arricchisce il mondo dell’outlet. Boom di questo nuovo secolo è rappresentato dagli outlets, luoghi dove la gente in tutti i giorni della settimana, a seconda dei propri impegni, può frequentare abitualmente. Forse è solo un momento passeggero, forse è il nuovo trend o forse più semplicemente è il futuro?
Vero è, che in questi ultimi anni, questo nuova tendenza di fare shopping ha influenzato tutta l’Italia da nord a sud; da Occidente ad Oriente insomma la mania outlets è ovunque, anche perché da semplici negozi dove trovare svariate griffe solo di abbigliamento dell’anno precedente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 224px; height: 156px" height="156" src="http://www.damplaza.com/images/outlet_interior.jpg" width="224" align="left" /><strong>Come cambia, si specializza e si arricchisce il mondo dell’outlet. </strong>Boom di questo nuovo secolo è rappresentato dagli outlets, luoghi dove la gente in tutti i giorni della settimana, a seconda dei propri impegni, può frequentare abitualmente. Forse è solo un momento passeggero, forse è il nuovo trend o forse più semplicemente è il futuro?<br />
Vero è, che in questi ultimi anni, questo nuova tendenza di fare shopping ha influenzato tutta l’Italia da nord a sud; da Occidente ad Oriente insomma la mania outlets è ovunque, anche perché da semplici negozi dove trovare svariate griffe solo di abbigliamento dell’anno precedente a poco prezzo, ora sono diventati veri e propri agglomerati dove trovi negozi di abbigliamento, ma anche complessi alberghieri, parchi giochi, casinò un po’ di tutto, dove la gente passa tranquillamente anche un’intera giornata all’interno di questi luoghi dove rilassarsi. A questo punto, sorge spontanea una domanda:  quando organizzarsi per questi tours se non il sabato, giorno per eccellenza dedicato allo shopping ed alla cura di sé?<br />
Guardandoli un po’ più da vicino, tra lussi, novità, tendenze e mode ecco i luoghi ideali per i buoni acquisti e non solo…<a id="more-291"></a><br />
Portare il quadrilatero della moda milanese, celebrity comprese, in mezzo alla campagna, in un luogo ameno e tipicamente significativo, è questa l’evoluzione della specie “outlet”, o quanto meno la meta perseguita: il sogno di un altrove che tolga allo shopping tutte le venature urbane negative (traffico, smog, problemi di parcheggio) ed unisca il piacere di una puntata fuori porta al rito glamour metropolitano degli acquisti. E senza dimenticare il risparmio, vera calamita degli outlets, con sconti sui prezzi originali che vanno dal 30 fino al 70 per cento del periodo di saldi, su marchi famosi e di alta gamma, nei settori abbigliamento ed accessori casa. Un modello di riferimento è lo stile country eco-chic del Bicester Village presso Oxford in Inghilterra: chalets che ospitano negozi di firme prestigiose come Dior, Burberry, Ralph Lauren e clienti come Mick Jagger o Victoria e David Backhman. E l’Italia, ricca di risorse, turistico-naturalistiche, come risponde alla sfida?<br />
Bhe, alla grande, in perfetto stile italiano, infatti da noi in terre verdiane dal grande patrimonio artistico-culinario, Value Retail, la società del Bicester Village, ha inaugurato nel 2003 il Fidenza Village, dove accanto alle vetrine di Versace, Calvin Klein e Trussardi, si tengono corsi di grandi chef  e questo ottobre è dedicato alla fusione tra moda e prodotti tipici di alta qualità, insieme ad un’offerta turistica sul territorio forte tutto l’anno.<br />
A Sandigliano (Biella), architettura e materiali di The Place Luxury Outlet richiamano la vicina Oasi naturalistica Zegna, integrandolo bene al panorama delle Prealpi biellesi. Poi troviamo outlets posti vicino al mare esempio ne è il Molfetta Village, situato sulla costa pugliese, che pare più orientato verso l’intrattenimento familiare: cinema multisala e per la prossima primavera, il parco divertimenti chiamato Le Terre Dei Giganti.<br />
Insomma, lo shopping si sposa anche al turismo, magari enogastronomico, perché no come Gardaland: sembra questa la nuova tendenza.<br />
E dunque, l’outlet Village diventa persino villaggio turistico, con concerti di Antonella Ruggero ed Enzo Jannacci al Serravalle Designer Outlet, Gemelli Diversi e Zero Assoluto al Sardinia Outlet Village, che ben presto avrà anche un suo albergo all’interno della struttura.<br />
Le shopaholic, trentenni patite di moda e zoccolo duro della clientela, non bastano più, si vuole attrarre anche gli shop-allergic e, fare del sabato nel villaggio, ma anche della domenica e degli altri cinque giorni, un’asperienza non solo consumistica.                          <br />
Dunque, il futuro del divertimento e dello shopping ha origine proprio in questi villaggi dell’economia, dove facilmente e ben presto diventeranno anche luoghi dove poter ballare e perché no incontrare e conoscere gente nuova, insomma veri e propri centri di aggregazione e di salotto un po’ come i vecchi tempi erano i luoghi dove la gente del posto si recava per fare conversazione davanti una buona tazza di thè o un buon caffè.    <br />
Vita Costantino<br />
<a href="mailto:vitacostantino@libero.it">vitacostantino@libero.it</a></p>
<p> 
</p>
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		<title>Fashion victims dei tempi moderni</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 13:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donatiellov</dc:creator>
		
	<category>Marketing della moda</category>
	<category>In evidenza</category>
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Tacco alto, perché è un must. Lingerie sexy, perché senza non puoi andare da nessuna parte. Cappello, perché i tempi moderni lo vedono come una priorità.
Le italiane si ammalano pur di essere delle vere fashion victims!
In passato quando le donne si lamentavano per tacchi dolorosi, diete insopportabili e jeans troppo stretti, le mamme recitavano i soliti, insopportabili proverbi: altezza mezza bellezza; chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire. Quante donne si sono chieste se fosse davvero necessario patire le pene dell’inferno pur di essere belle ed irresistibili?

In Italia, secondo le ultime statistiche, 8 donne su 10 soffrono e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 264px; height: 169px" height="169" src="http://static.flickr.com/31/67418114_0a19b0e5a9.jpg" width="264" align="left" /></p>
<p>Tacco alto, perché è un must. Lingerie sexy, perché senza non puoi andare da nessuna parte. Cappello, perché i tempi moderni lo vedono come una priorità.<br />
Le italiane si ammalano pur di essere delle vere fashion victims!<br />
In passato quando le donne si lamentavano per tacchi dolorosi, diete insopportabili e jeans troppo stretti, le mamme recitavano i soliti, insopportabili proverbi: altezza mezza bellezza; chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire. Quante donne si sono chieste se fosse davvero necessario patire le pene dell’inferno pur di essere belle ed irresistibili?</p>
<p><a id="more-287"></a><br />
In Italia, secondo le ultime statistiche, 8 donne su 10 soffrono e si ammalano pur di riuscire ad entrare nell’abito dei loro sogni e rispecchiare l’ideale di bellezza femminile che, a torto o a ragione, la società ha voluto imporre.<br />
Le fashion victims presentano numerosi malesseri quali problemi di circolazione (62%), sudorazione elevata (59%), dermatiti (43%), calli ed escoriazione ai piedi (39%), reazioni allergiche dovute al contatto con alcuni tipi di fibbie o bottoni, gonfiori alle gambe e mal di schiena. Molti di questi sintomi sono accusati contemporaneamente dalla stessa donna, ma niente potrà dissuaderla dall’indossare un certo tipo di scarpa o dal trattenere il fiato stretta dalla morsa di una splendida cintura di pelle.<br />
Nella maggioranza dei casi, l’insorgenza di questi malesseri è dovuta all’uso di abiti molto stretti, spesso di alcune taglie inferiori, scarpe scomode e tessuti non traspiranti. Le borse non sono da meno, sono sempre più grandi e pesanti e spingono la donna verso posture scorrette. La biancheria intima, soprattutto reggiseno con il ferretto e perizoma, sono fra gli accessori più deleteri per la donna che, non smette di sostenere che soffrire è necessario per fare bella figura.<br />
Insomma, in nome della moda si può osare a tutti i livelli. Spesso non si guardano etichette, non si fa caso alla composizione di alcuni materiali, la cosa importante è il risultato finale, quello che permette di essere belle ed irresistibili all’interno dell’abito di ultimo grido.<br />
La moda continua ad esagerare con le taglie sempre più small, ma la donna sembra contenta di aver sempre dei modelli da rincorrere, qualcosa a cui ispirarsi. Seguire le ultime tendenze, non perdersi nessuna delle novità in commercio, essere sempre in e mai out sono le parole d’ordine delle fashion victims moderne.<br />
Il marketing gioca molto bene sulla psiche di questi individui, in maggioranza donne, proponendo in modo stupefacente ogni tipo di prodotto, elevando qualsiasi cosa a rango di desiderio fino a quando la collettività non inizia ad avvertire il bisogno di possederlo.<br />
Le pubblicità sono sempre più ammiccanti e presentano modelle e modelli dal corpo ideale, perfetto e desiderabile. Il soggetto pubblicitario rappresenta tutti i destinatari empirici che diventerebbero così belli e desiderabili proprio indossando quel dato abito o praticando quella data attività tanto in voga al momento.<br />
Così, se da un lato i pubblicitari spingono la comunicazione ai limiti massimi pur di raggiungere il consumatore finale, dall’altro le donne e gli uomini dei tempi moderni amano sentirsi vittime del sistema moda, quel sistema che in una sola parola (moda appunto) racchiude sport, tempo libero, modo di abbigliarsi, comportamenti, gusti televisivi e altro ancora.<br />
Un fashion victim è tale a 360°, non c’è nulla che egli non possa desiderare ed è facile bersaglio di ogni nuova trovata pubblicitaria.
</p>
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		<title>Strategia e seduzione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 13:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dimodicam</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Marketing è donna</category>
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		<description><![CDATA[Una delle poche cose in cui ancora possiamo sperare è che l’aspetto più importante in una persona sia la sua essenza, il suo carattere, i suoi valori, il suo modo di affrontare i problemi, di risorgere dalle difficoltà, l’ottimismo, la solarità, la sensibilità, la grinta&#8230; è un elenco che potremmo continuare all’infinito, ma che naturalmente non è patrimonio di tutti, ognuno si distingue per poche ma uniche caratteristiche.
 
L’abilità sta nel far emergere le qualità migliori e far passare in secondo piano le altre.
È indiscutibile, oggi, il fatto che siano le donne le migliori in quest’arte, si tratta in parte di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle poche cose in cui ancora possiamo sperare è che l’aspetto più importante in una persona sia la sua essenza, il suo carattere, i suoi valori, il suo modo di affrontare i problemi, di risorgere dalle difficoltà, l’ottimismo, la solarità, la sensibilità, la grinta&#8230;<a id="more-289"></a> è un elenco che potremmo continuare all’infinito, ma che naturalmente non è patrimonio di tutti, ognuno si distingue per poche ma uniche caratteristiche.<br />
 <br />
L’abilità sta nel far emergere le qualità migliori e far passare in secondo piano le altre.<br />
È indiscutibile, oggi, il fatto che siano le donne le migliori in quest’arte, si tratta in parte di una capacità innata, di una sorta di istinto che le accompagna dalla nascita, in parte dal risultato di una lunga esperienza, di prove e controprove, che hanno portato a veri e propri manuali che oggi abbondano sugli scaffali delle librerie, si passa da “Caro amore- come conquistare, tenere, riprendersi un uomo” o “ La verità è che non gli piaci abbastanza” a “Gli uomini preferiscono le stronze”.<br />
 <br />
L’obiettivo è la conquista di quello che potremmo definire un target alle quali poche possono ambire, ovvero il tanto desiderato principe azzurro.<br />
Il principe azzurro ormai è una razza in estinzione, pochi esemplari dispersi nell’universo di cui nessuno può mostrare prova della reale esistenza; inizio a pensare si tratti di una illusoria leggenda metropolitana!!<br />
 <br />
Per fortuna non tutte hanno gli stessi gusti, si elevano quindi le speranze e si amplia il nostro raggio d’azione.<br />
E allora all’attacco donne, quell’unico esemplare deve essere nostro!!<br />
Iniziamo con un’analisi di mercato per identificare meglio il nostro target: molte  donne, soprattutto single non hanno un’opinione molto alta degli uomini, tendono ad identificarli come inibiti esseri in  declino.</p>
<p>“Sono decaduti i principi azzurri, i playboy dongiovanneschi, i cowboy impavidi, i  maschi attuali si sentono incompresi, ed anche loro stessi sono incapaci di comprendersi. Incerti ed insicuri, disinteressati ad indagare la loro essenza profonda. Violenti o apatici, edonisti che puntano solo sull&#8217;apparenza, infantili destinati a non maturare mai.<br />
Competitivi, presuntuosi e invidiosi verso gli altri maschi. Incapaci di controllare, provare, esprimere i loro sentimenti e di decifrare quelli altrui. Privi di una profondità interiore, vorrebbero vivere tutto subito e rapidamente.”<br />
 <br />
A quali veri uomini aspirerebbero le donne?  A uomini capaci di esprimere se stessi, di mettersi in discussone, virili ma sentimentali , né banali né sdolcinati, teneri e gentili ma non deboli e remissivi, aggressivi quanto basta ed assertivi ma non prevaricatori. <br />
Diciamo che nel mondo di oggi anche uno o due degli aggettivi sopracitati potrebbero bastare per far felice una donna, soprattutto dopo decine e decine di tentativi di ricerche andati a vuoto!!<br />
 <br />
Ma in questo mondo, una volta definito e individuato il focus target, ovvero quell’uomo che nonostante un mercato così desolante, sembra vagamente essere alla nostra altezza, e quindi un uomo da conquistare e soprattutto da fidelizzare, come si può raggiungere l’obiettivo, data la spietata ed elevata concorrenza, fatta di donne bellissime ed agguerritissime?<br />
Imparando l’arte della seduzione, ovvero pianificando una sorta di strategia molto simile alle strategie di marketing che le aziende orientate al mercato e al consumatore adottano per individuare, creare e fornire valore, rispetto al proprio prodotto, per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto. Riassumendo, il nostro mercato di riferimento può essere la nostra città, i paesi limitrofi o l’Italia in generale a seconda della nostra disponibilità di tempo, di denaro e soprattutto di fiducia in un rapporto a distanza, il nostro prodotto siamo noi stesse, il valore aggiunto tutto il nostro sex-appeal , il profitto è una relazione duratura, o almeno credo, e le esigenze del mercato sono talmente varie e poco catalogabili che il definirle rasenta la fantascienza!! È già difficile trovare un uomo, figuriamoci capirlo!! Ciò sicuramente ci fa partire svantaggiate, ma è uno dei principali rischi da correre, anche nelle amicizia è lo stesso, le persone non si conoscono mi abbastanza, o come direbbe la mia mamma l’amore poggia le fondamenta su una serie di compromessi!!<br />
 <br />
Affinché la nostra strategia abbia successo è necessario partire da una base, da un prodotto di qualità non inferiore a quella  riconosciuta media, ed ecco spiegato il grande interesse di molte donne verso la cura del proprio corpo, massaggi, ore di palestra e dall’estetista, creme e cremine, manicure, sauna, solarium, fino ad arrivare alla chirurgia estetica, per offrire un corpo che sprigioni salute e giovinezza.<br />
 <br />
Alcune, oltre che al corpo, pensano anche alla mente, ovvero oltre al designe cercano di offrire innovazione, ed ecco la donna indipendente, super impegnata, che pensa alla carriera, sempre aggiornata e super acculturata, per tutti gli uomini pionieri ma assolutamente evitata dall’uomo che ama primeggiare e potrebbe essere invaso da un senso di frustrazione e di forte insicurezza.<br />
Per lui c’è il prodotto più tradizionale, quello che pensa che l’uomo vada preso per la gola, vada accudito e riverito, una sorta di seconda mamma.<br />
 <br />
Insomma ognuna ha qualche aspetto sul quale puntare, una sorta di USP, sulla quale focalizzarsi e in base alla quale posizionarsi nella mente del consumatore.<br />
Bastasse questo ……<br />
 <br />
È qui che entra in gioco la seduzione, ormai le donne non si affidano più al caso; la seduzione è un’arte che dipende da come agisci, non da come sei o da cosa possiedi; è un’arte psicologica e comportamentale, è far credere all’altro che siamo l’ oggetto dei suoi sogni, anche se non è vero.<br />
 <br />
Come fare? Percorriamo le quattro P della seduzione.<br />
IL Prodotto deve avere un valore aggiunto rispetto ai concorrenti della stessa merceologia; una delle cose più importanti è il cosiddetto Pack, sarà sufficiente uno sguardo sicuro e profondo, un bel sorriso misterioso, una pelle liscia e ben curata, un buon profumo , una fragranza di rosa e agrumi tra i capelli e un abbigliamento che non sia né troppo appariscente né troppo castigato e il gioco è fatto. Naturalmente per ogni donna il suo look, mai apparire troppo diversi da se stessi!!<br />
 <br />
Il Prezzo è altrettanto importante!! Ogni donna a seconda di quanto pensa di valere si dà un prezzo e l’uomo può adeguarsi o scappare ritenendolo eccessivo!!<br />
Il prezzo però non è sempre definito in denaro, ovvero quante rose o quanti diamanti, cene o quant’altro devi offrirmi per conquistarmi, ma spesso si tratta di compromessi, a quanto devi rinunciare in termini di interessi o di tempo libero!!<br />
 <br />
Non da meno è il Place, ovvero il canale distributivo, dove una donna decide di mettersi in mostra e  lasciarsi conquistare; ad esempio ci sono quelle che vedono come vetrine per se stesse i locali più in della città, oppure quelle casa e chiesa, o casa e scuola che si possono trovare preferibilmente nelle biblioteche, quelle che non più giovanissime e rimaste single frequentano i corsi di ballo serali, tipo i balli latino americani, quelle più espansive che si possono abbordare anche per la strada. Insomma, i canali distributivi sono tantissimi, in ognuno c’è almeno una donna che ti aspetta, devi solo decidere che tipo cerchi!!<br />
 <br />
Infine la Promotion, ovvero la comunicazione; come si fa pubblicità una donna? Le tecniche sono diverse, per avere un’idea più chiara prendiamo in considerazione questo esempio, già noto ma molto molto chiaro, dove Anna, la nostra donna tipo, è la protagonista.<br />
 <br />
Prima possibilità: Anna si trova ad una grande festa e vede un tipo molo affascinante, si avvicina a lui e gli dice: “Sono un fenomeno a letto.” Questo è Marketing Diretto.<br />
 <br />
Seconda possibilità: Anna si trova ad una festa con un gruppo di amici e vede un tipo molto affascinante. Uno dei suoi amici gli si avvicina e gli dice:”Quella donna là è un fenomeno a letto.”Questa è pubblicità.§<br />
 <br />
Terza possibilità: Anna si trova ad una festa e vede un tipo molto affascinante. Gli chiede il suo numero di cellulare. Il giorno dopo lo chiama e gli dici: “Sono un fenomeno a letto.”Questo è Telemarketing.<br />
 <br />
Quarta possibilità: Anna si trova ad una festa e vede un tipo molto affascinante. Lo riconosce. Si avvicini a lui, gli rinfresca la memoria e gli dice : “Ti ricordi come sono brava a letto?” Questo è Customer Relationship Management.<br />
 <br />
Quinta possibilità: Anna si trova ad una festa e vede un tipo molto affascinante. Si alza, si sistema i vestiti, si avvicina a lui e gli offre un bicchiere. Gli dice come è buono il suo profumo, si complimenta con lui per il suo completo, gli offre una sigaretta e gli dice: “Sono un fenomeno a letto.”Questo è Public Relation.<br />
 <br />
Sesta possibilità: Anna si trova ad una festa e vede un tipo molto affascinante. Si avvicini a lui e gli dice: “Sono un fenomeno a letto.”, allargandosi la scollatura. Questo è Merchandising.<br />
 <br />
Settima possibilità: Anna si trova ad una festa e vede un tipo molto affascinante. Lui si avvicina a lei e le dice: “Ho sentito in giro che sei un fenomeno a letto.”Questo è Branding, il potere del marchio.<br />
 <br />
Per concludere non posso che lasciarvi con una tipica frase da manuale: “ Ricordate care amiche fondamentale è farlo sentire sempre desiderato, coccolato e pieno di attenzioni. Saranno attenzioni che naturalmente il vostro uomo gradirà e ricambierà. In bocca al lupo a tutte per le prossime conquiste!!</p>
<p><a title="Marianna Di Modica strategia e seduzione" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=275">Marianna Di Modica</a> 
</p>
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		<title>Madonna il personaggio-system</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 13:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>allariaf</dc:creator>
		
	<category>In evidenza</category>
	<category>Marketing è donna</category>
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		<description><![CDATA[Uno dei casi più interessanti tra le donne di Marketing è un personaggio che riempie i tabloid di tutto il mondo: la Popstar, Artperformer, Madonna. 
 
Su Madonna si è scritto di tutto: biografie (autorizzate e non), editoriali, speciali, copertine, saggi, studi antropologici e sociologici, tesi universitarie di marketing  ma anche di comunicazione e di costume.
 
Madonna, con le sue trasformazioni studiate da esperta di marketing, del costume e dello show-business, è uno degli esempi contemporanei più rappresentativi del binomio di strategie di marketing tra Fashion-system e Star-system. Ha ripercorso,  e continua a farlo, tutta la storia del costume e dello star-system: ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei casi più interessanti tra le donne di Marketing è un personaggio che riempie i tabloid di tutto il mondo: la Popstar, Artperformer, Madonna.<a id="more-288"></a> <br />
 <br />
Su Madonna si è scritto di tutto: biografie (autorizzate e non), editoriali, speciali, copertine, saggi, studi antropologici e sociologici, tesi universitarie di marketing  ma anche di comunicazione e di costume.<br />
 <br />
Madonna, con le sue trasformazioni studiate da esperta di marketing, del costume e dello show-business, è uno degli esempi contemporanei più rappresentativi del binomio di strategie di marketing tra Fashion-system e Star-system. Ha ripercorso,  e continua a farlo, tutta la storia del costume e dello star-system: ha preso dalla Dietrich, ha rubato alla Minelli e ha rinnovato tutto quel che la Monroe aveva da offrire. Nel frattempo, ha reso omaggio alle dive preferite di Hollywood che aveva amato da piccola – Brigitte Bardot, Grace Kelly e Ann Margret – e agli altri grandi nomi che l&#8217;hanno ispirata nel corso della carriera: dalla Garbo a Elizabeth Taylor, fino a reinventarsi anche attraverso personaggi contemporanei come Britney Spears.<br />
 <br />
Madonna è:<br />
“&#8230;una carriera favolosa, una superstar, una diva, una performer, un classico, un modello di vita, una lezione di stile, una costante reinvenzione, una religione, una suora mancata, un maschiaccio, una bambina, una trasformista, una salutista, una perfezionista, una regina del glamour, una geisha, una cover girl, una maga del trucco, una moda permanente, uno spot infinito, un&#8217;affascinante imperfezione, una bugiarda, una colossale montatura, uno scandalo, un genio del marketing, una ragazza materiale, un&#8217;ex vergine, una femminista, una fantasia erotica, un&#8217;icona gay, un bacio lesbico, una straordinaria peccatrice e una fantastica storia americana&#8230;”<em><strong>1</strong></em>.<br />
 <br />
Nei suoi venticinque anni di carriera sulla cresta dell&#8217;onda Madonna è stata vestita dagli stilisti più importanti (Versace, Jean-Paul Gaultier, Gucci, Fendi, sono solo alcuni), ha contribuito al successo di Dolce&#038;Gabbana, che erano stilisti emergenti prima del 1990 e che oggi sono una delle griffes più di successo del panorama fashion.<br />
 <br />
La sua ultima impresa,  si inserisce completamente nel discorso di integrazione tra star-system &#038; fashion-system. Il suo ultimo lavoro è, infatti, un&#8217;iniziativa  imprenditoriale con la creazione “M by Madonna”, una collezione da lei disegnata per il colosso svedese della fast fashion H&#038;M, che è in commercio dal 22 Marzo 2007 negli oltre 1.200 negozi della catena. Operazione commerciale, furbissima, ma anche molto in sintonia con lo spirito del tempo che connette sempre più spesso e volentieri moda, celebrità e alta velocità di consumo. Poco dopo ha firmato una collezione anche Kate Moss (per il marchio TopShop), e Elio Fiorucci (per il marchio mass market italiano Oviesse); intanto Madonna è arrivata, come sempre, prima.<br />
 <br />
I capi (gonne a tubo, pantaloni e giacchette aderenti, vestiti di jersey, prezzo medio 49,90 euro) sono tanto chic quanto semplici e lineari. La linea “M by Madonna” rappresenta una moda per tutti  i giorni e per tutte le età, ispirata alle ragazze che lavorano, che Madonna chiama le “Semtex Girls”<em><strong>2</strong></em>. Giovani, energiche, esplosive e che hanno poco tempo da perdere per pensare a come vestirsi. Ogni pezzo può essere portato per andare in ufficio e poi finire la serata a un cocktail, a una festa, a un appuntamento romantico, senza bisogno di andare a casa a cambiarsi<em><strong>3</strong></em>.<br />
 <br />
L&#8217;ultima iniziativa di Madonna conferma la tendenza attuale del sistema moda di oggi e non solo. La linea H&#038;M firmata dalla popstar ci dice che la nostra società è sempre più caratterizzata dalla ridefinizione dei generi, il cui percorso sta nel rimescolamento e nella contaminazione di questi. L&#8217;inizio della tesi spiegava che moda e divismo sono lo specchio riflesso del nostro vivere sociale, e adesso il caso Madonna ci porta verso un immaginario culturale rivoluzionato, o come direbbe lei, “reinventato”.<br />
 <br />
<a title="Fabrizio Allaria" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=276">Fabrizio Allaria</a><br />
<a href="mailto:fabrizio.allaria@gmail.com">fabrizio.allaria@gmail.com</a></p>
<p> </p>
<p>1   Clerk, C.: Madonnastyle (2006), trad. it. Madonna  Style, Fazi Editore srl, Roma (2006)<br />
2   Il Semtex è un tipo di esplosivo al plastico<br />
3   Da Vanity Fair N°12, Le metamorfosi di Madonna, di Paola Jacobbi (29 Marzo 2007)<br />
 
</p>
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		<title>I &#8220;Foc&#8221;, che passione!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 16:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gallic</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>Marketing della moda</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Amore, domenica ti va di andare all&#8217;outlet? Ha aperto qua vicino&#8230;solo ad un centinaio di km&#8230;&#8221;
Mai sentito una frase simile?
 
Ebbene, solitamente è il giorno in cui l&#8217;uomo pianifica il suo week end fra amici, partite di calcetto, gran premio o tour in moto delle sagre di paese, che la moglie, con ghigno malefico, studia il migliore escamotage per trascinarlo nel nuovissimo/ strepitoso / fantasmagorico outlet a “pochi passi” da casa.

 
Il tipo di tragedia che si consuma solitamente in una casa italiana media è questa:
Mentre lei è in camera da letto, indaffarata nella ricerca di un capo che ormai, dopo mesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image272" title="shopping" style="width: 109px; height: 161px" height="161" alt="shopping" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/11/200570263-001-copia.JPG" width="109" align="left" /></p>
<p>&#8220;Amore, domenica ti va di andare all&#8217;outlet? Ha aperto qua vicino&#8230;solo ad un centinaio di km&#8230;&#8221;</p>
<p>Mai sentito una frase simile?<br />
 </p>
<p>Ebbene, solitamente è il giorno in cui l&#8217;uomo pianifica il suo week end fra amici, partite di calcetto, gran premio o tour in moto delle sagre di paese, che la moglie, con ghigno malefico, studia il migliore escamotage per trascinarlo nel nuovissimo/ strepitoso / fantasmagorico outlet a “pochi passi” da casa.</p>
<p><a id="more-273"></a><br />
 <br />
Il tipo di tragedia che si consuma solitamente in una casa italiana media è questa:<br />
Mentre lei è in camera da letto, indaffarata nella ricerca di un capo che ormai, dopo mesi di utilizzo (e credetemi: c’ è sempre), è logoro e quindi deve essere necessariamente rinnovato, pensa : quale occasione migliore del rinnovo guardaroba per fare una bella scampagnata nell’outlet appena fuori città?</p>
<p>Comincia così a tirar fuori dall’armadio e dai cassetti pezzi di stoffa colorati, li getta sul  letto con finta casualità, crea un po’ di confusione nella scarpiera e infine chiama il compagno, con tono di voce fra l’ irritato e lo scoraggiato, dicendo: “Amore! Potresti venire di qua un secondo?”&#8230;..” &#8230;c’è un problema: per il matrimonio di Marta e Fabio mi volevo mettere proprio questo completo turchese, ma guarda!!&#8230; Il corpetto si è scolorito e queste scarpe beige saranno del &#8216;15-&#8217;18” “ Non posso mica andare ad un matrimonio come una sciagurata, devo trovare assolutamente qualcos’altro&#8230;- lunga pausa -&#8230;quindi avevo pensato di andare all’outlet domenica, visto che non lavoro&#8230;- altra lunga pausa - Vieni anche tu che almeno mi aiuti a scegliere? ”.</p>
<p>Ecco, appunto. Come dirle di no?<br />
Il dramma si è consumato.<br />
Ed è così che il povero “lui” è costretto ad apportare sostanziali modifiche al suo weekend di motori, birre (e anche qualche rutto, ndr) per colpa di quella temutissima “ gita ” in quel parco giochi fatto di saldi, vetrine, e un esercito di ominidi.</p>
<p>La piccola storiella serve per porci una domanda: per quale motivo gli outlet esercitano un tale interesse da programmarne addirittura una visita?<br />
Intanto vi consiglio di leggere un libro sul tema: <a title="antropologia dello shopping" href="http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788820037048&#038;pc=000005004006000">Antropologia dello shopping</a>, di Paco Underhill dove l’ autore studia, analizza e spiega il comportamento dei consumatori che visitano o transitano nei centri commerciali.<br />
Io, invece, proverò a darvi qualche breve delucidazione sulle motivazioni che rendono i FOC ( factory <strong>outlet</strong> center ) così invitanti, degni almeno di una visita, e così profittevoli da spuntare ovunque come funghi.<br />
Avete mai visto una donna che pianifica la visita al negozio sotto casa solo perché ha appeso il cartello “SALDI” o che pianifica una “scappata” in centro da “Bassetti” solo per rinnovare il set di asciugamani?<br />
No, non esistono donne così, se non casi patologici.<br />
Le signore decidono di andare negli outlet perchè ci sono i Brand!<br />
E non solo ci sono Brand noti che vanno dall’abbigliamento all’arredamento all’alimentari, ma sono anche tutti lì, vicini-vicini! Con un solo viaggio non solo fai acquisti per il tuo armadio, ma anche per il bagno, il frigorifero, la libreria, il giardino, la casa al mare, la nonna e i parenti; e tutto con un solo viaggio, poco spazio da percorrere, e in una sola giornata.<br />
Questi villaggi, vagamente disneyani infatti, vengono creati per offrire ogni tipo di attrazione, dalla ristorazione al parco giochi, dagli spazi relax alle piste ciclabili, diventando pertanto una meta per famiglie vacanziere che vogliono unire l’utile (tipo il rinnovo guardaroba, ndr) al dilettevole ( tipo: mi porto i pargoli che tanto lascio tutto il giorno al parco giochi, e il marito che tanto rimbalzerà fra il negozio della bose e il ristorante).<br />
Così ora non bastano più l&#8217;infinità di marchi, la qualità e la magnificicenza delle strutture e la raggiungibilità stradale; ci mancavano i promotori che con la loro fantasia  si fanno concorrenza a suon di inizative , concerti o servizi sempre più &#8220;divertenti&#8221; nel disperato tentativo di arrabattarsi clienti&#8230;<br />
 </p>
<p>&#8230;AUDACI&#8230;</p>
<p><a title="cristiana galli" href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=53">Cristiana Galli</a>
</p>
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		<title>Internet. Non solo una vetrina.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 17:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napolitanol</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
	<category>Lezioni di marketing</category>
	<category>Internet marketing</category>
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		<description><![CDATA[Ancora troppe aziende utilizzano Internet come una pura vetrina, oppure semplicemente per esserci, perché non se ne può stare fuori. Un peccato originale da estirpare. Produzione, logistica, marketing, retail..questo è internet per le aziende, dopo viene la vetrina.
 

Ormai quasi tutte le aziende italiane hanno un accesso a Internet e la stragrande maggioranza di queste ha un proprio sito Web. Eppure, prima ancora che l’e-commerce, in Italia stenta a decollare il concetto stesso di impresa Web. Troppe realtà medio-piccole utilizzano il medium soltanto per esserci, una voce in più da inserire nel biglietto da visita. Un errore che rischia di lasciarle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image269" title="non solo una vetrina" style="width: 117px; height: 120px" height="120" alt="non solo una vetrina" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/09/realizzazione_siti_web.jpg" width="117" align="left" />Ancora troppe aziende utilizzano Internet come una pura vetrina, oppure semplicemente per esserci, perché non se ne può stare fuori. Un peccato originale da estirpare. Produzione, logistica, marketing, retail..questo è internet per le aziende, dopo viene la vetrina.</p>
<p> </p>
<p><a id="more-268"></a></p>
<p>Ormai quasi tutte le aziende italiane hanno un accesso a Internet e la stragrande maggioranza di queste ha un proprio sito Web. Eppure, prima ancora che l’e-commerce, in Italia stenta a decollare il concetto stesso di impresa Web. Troppe realtà medio-piccole utilizzano il medium soltanto per esserci, una voce in più da inserire nel biglietto da visita. Un errore che rischia di lasciarle fuori dal mercato. Pur in assenza di dati a supporto della nostra analisi, l’impressione e il ragionamento di fondo rimangono validi: l’approccio al Web di molte PMI è fondamentalmente sbagliato.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Un panorama desolante</strong><br />
Guardando il panorama Internet delle aziende italiane, scopriremo ben presto che un numero rilevante di siti Internet è in coma profondo. Vivo, ma ridotto allo stato vegetale. L’Url è attivo, e magari il dominio viene rinnovato anno dopo anno. Le informazioni, però, sono ferme a mesi addietro, contengono notizie non aggiornate e per questo superate. Se presente, l’unica cosa di qualche rilievo è l’indirizzo della società (se non è cambiato nel frattempo) e l’ambito d’attività generico. A che cosa serve un sito del genere? A nulla.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>La vetrina globale</strong><br />
Un’altra buona parte di PMI utilizza il Web come una sorta di gigantesca piazza telematica, nella quale esporre la propria merce. È un passo avanti notevole, ma ancora molto lontano dall’idea di impresa Web. Certamente il rapporto costi/visibilità depone a favore delle imprese, e quindi come primo passo in Internet è da guardare con favore. È necessario, però, fare alcune differenze. Infatti, un conto è avere un sito-vetrina fatto a regola d’arte, completo, pienamente informativo dell’attività dell’azienda e del mercato di riferimento, ricco di segnalazioni alle possibilità commerciali (produzione, catalogo completo, promozioni). Di tutt’altro tenore il giudizio se il sito-vetrina è costituito da una sola pagina Web aziendale, con la descrizione sommaria dell’attività e priva di ogni riferimento utile ai potenziali clienti. In questo secondo caso si ritorna a un giudizio completamente negativo, perché le pagine Web in questione sono paragonabili a quelle non aggiornate.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>La vetrina: pro e contro<br />
</strong>Anche nel caso di una vetrina telematica a regola d’arte, però, rimangono delle perplessità di fondo difficili da cancellare. Sicuramente, realizzare a basso costo un punto espositivo in grado di raggiungere un gran numero di clienti è un vantaggio per l’azienda. Quale può essere, però, l’effetto su un visitatore? Abbiamo un sito completo, preciso e dettagliato, una guida ottimale. E al momento dell’acquisto o della transazione questa perfetta guida che cosa fa? Rimanda all’offline. Non ci si faccia ingannare dalle percentuali di acquirenti online e offline. È vero che i primi sono in nettissima minoranza. È vero anche che nei confronti del cliente finale prende sempre più piede il cosiddetto infocommerce, l’attività di ricerca su Internet di informazioni commerciali da realizzare in acquisti offline. L’impatto che si crea nell’utente, però, è quello di un’azienda arretrata, incapace o timorosa di affrontare un nuovo canale di vendita. E questo rimane vero sia che si faccia commercio al consumatore (B2C) o ad altre aziende (B2B).<strong> </strong></p>
<p><strong>I vantaggi persi</strong><br />
Se la questione dell’immagine rimane aperta, perché comunque presenta aspetti positivi, un sito Web che non sfrutti tutte le potenzialità indica che la trasformazione in Web impresa è ancora parziale. In questo modo si perdono i vantaggi reali dati dall’e-business. In questa parola si deve intendere non la pura presenza su Internet o la realizzazione di un progetto di e-commerce, ma la completa trasformazione dell’azienda da quello che era il mercato prima del Web a quello che il mercato è con il Web. Maggiore visibilità, minori costi aziendali, rapporti migliori con i fornitori e i clienti, rinnovamento, velocizzazione e risparmio di tutte le procedure interne. Questo è l’e-business. Se avete un sito-vetrina, è il caso di ripensare al vostro sistema di e-business.</p>
<p>Shinynews</p>
<p><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=24">Leonardo Napolitano</a>
</p>
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		<title>PEPSI vs COCA-COLA : 1-0</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 14:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napolitanol</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>Comunicazione</category>
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	<category>Guerilla marketing</category>
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		<description><![CDATA[“Sveglia , gente!” (wake up, people!™): con questo invito perentorio si aprono gli spot pubblicitari della Diet Pepsi MAX, la nuova bibita ipocalorica (zero calorie) con più caffeina ed arricchita di ginseng, in lancio negli Stati Uniti da parte della Pepsi-Cola N. A., divisione beverage della Pepsico B. &#038; F. North America.
 
Una cola rinvigorente e dietetica, dedicata a tutti gli americani che “sono stanchi di essere stanchi” e che contestualmente sono preoccupati di ingrassare.
Secondo un’indagine commissionata dalla PepsiCo alla Harris Interactive, l’84% degli americani avverte un crollo fisico e mentale nel corso del pomeriggio e cerca di superare questo problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<img id="image266" title="Diet Pepsi max" style="width: 185px; height: 129px" alt="Diet Pepsi max" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/09/diet-pepsi.jpg" align="left" />Sveglia , gente!” (wake up, people!™): con questo invito perentorio si aprono gli spot pubblicitari della Diet Pepsi MAX, la nuova bibita ipocalorica (zero calorie) con più caffeina ed arricchita di ginseng, in lancio negli Stati Uniti da parte della <strong>Pepsi-Cola N. A</strong>., divisione beverage della <strong>Pepsico B. &#038; F. North America.</strong></p>
<p> </p>
<p><a id="more-267"></a>Una cola rinvigorente e dietetica, dedicata a tutti gli americani che <strong>“sono stanchi di essere stanchi”</strong> e che contestualmente sono preoccupati di ingrassare.</p>
<p>Secondo un’indagine commissionata dalla PepsiCo alla Harris Interactive, l’84% degli americani avverte un crollo fisico e mentale nel corso del pomeriggio e cerca di superare questo problema facendo una camminata intorno all’edificio sede di lavoro (58%) o assumendo bevande con caffeina (52%). Inoltre più della metà dei dichiaranti ammette di sbadigliare fino a cinque volte al giorno e l’86% ritiene che gli sbadigli siano anche contagiosi. In materia l’indagine fornisce numerosi altri dati:§ il 32% degli intervistati ammette di sbadigliare ad un appuntamento,<br />
§ il 18% ha simulato uno sbadiglio per uscire da una conversazione,<br />
§ l’8% ha sbadigliato durante un&#8217;intervista di lavoro,<br />
§ il 9% ha avuto un mosca in bocca mentre sbadiglia,<br />
§ il 50% dichiara di aver sorpreso qualcuno che dorme sul posto di lavoro,<br />
§ il 28% confessa di addormentarsi esso stesso sul lavoro,<br />
§ il 54% dei lavoratori americani farebbe volentieri un riposino pomeridiano per recuperare le energie se ciò fosse permesso dai loro capi, …….</p>
<p>Lo sbadiglio è il fuoco della pubblicità ed il supporto di marketing per il lancio della nuova <strong>Pepsi Diet MAX</strong>. Gli annunci pubblicitari sono caratterizzati da una “head line” categorica: “Sveglia , gente!” <strong>(wake up, people!™)</strong> ed illustrano in che modo la nuova pepsi “arresta lo sbadiglio,„ che può capitare in tutto l’arco della giornata e, purtroppo, anche in alcuni momenti topici, come un&#8217;intervista di lavoro, durante una partita di calcio o persino alle nozze.</p>
<p>“È evidente che gli Americani si sentono stanchi e potranno disporre ora di una extra-scossa energetica che li possa aiutare nel corso della giornata,„ ha detto Russell Weiner, V.P. Pepsi-Cola N. A. “<strong>Diet Pepsi MAX</strong> è stato studiato per offrire una soluzione di gran gusto con una formulazione unica che rinvigorisce la mente ed il corpo, prevenendo gli sbadigli nei momenti di stanchezza”</p>
<p><strong>Diet Pepsi MAX</strong> è destinata ai consumatori di 25-34 anni che da tempo bevono “dietetico” ma anche ai “<strong>transitioners</strong>”, cioè quei consumatori che alternano il consumo di cole classiche con cole dietetiche. Disponibile in mini-bottiglie da 20 oz., maxi-bottiglie da due litri e multipack da 12 lattine, Diet Pepsi MAX sarà venduta nei negozi al dettaglio in tutta la nazione. La nuova bevanda è senza zuccheri ed è dolcificata con una miscela di aspartame e di potassio acesulfame, ha un contenuto di caffeina quasi doppio rispetto alla normale Pepsi Diet (46 mg per 8 fl. oz.) e contiene anche estratti di panax ginseng. Diet pepsi MAX si inserisce nel portfolio cole della Pepsi-Cola N. A. che comprende ben 13 diversi tipi di bevande, tra cui la pepsi regular, quella decaffeinata, la dietetica e differenti versioni di pepsi aromatizzate</p>
<p>Fonte B&#038;F</p>
<p><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=24">Leonardo Napolitano</a>
</p>
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		<title>Fenomeno Crocs. Poi mica tanto fenomeno.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 14:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napolitanol</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[
 
 Vale la pena rischiare il piede per il gusto di indossare un paio di comode e colorate Crocs?
 
Secondo le mamme dei bambini di recente coinvolti in incidenti sulle scale mobili, parrebbe proprio a causa dei beneamati zoccoli, la risposta è no.
Negli ultimi mesi le segnalazioni da tutto il mondo sono aumentate. Il quotidiano Denver Post ha riportato due settimane fa l&#8217;ultimo episodio: un bambino di quattro anni ha rischiato di perdere l&#8217;alluce perché è rimasto incastrato con la sua ciabatta nell&#8217;ultimo gradino della scala mobile di un centro commerciale.
In realtà, il fenomeno non è nuovo, visto che già nel novembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image265" title="crocs" style="width: 174px; height: 120px" alt="crocs" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/09/crocs.jpg" align="left" /></p>
<p> </p>
<p> Vale la pena rischiare il piede per il gusto di indossare un paio di comode e colorate <strong>Crocs</strong>?</p>
<p> </p>
<p><a id="more-264"></a>Secondo le mamme dei bambini di recente coinvolti in incidenti sulle scale mobili, parrebbe proprio a causa dei beneamati zoccoli, la risposta è no.</p>
<p>Negli ultimi mesi le segnalazioni da tutto il mondo sono aumentate. Il quotidiano <strong>Denver Post</strong> ha riportato due settimane fa l&#8217;ultimo episodio: un bambino di quattro anni ha rischiato di perdere l&#8217;alluce perché è rimasto incastrato con la sua ciabatta nell&#8217;ultimo gradino della scala mobile di un centro commerciale.<br />
In realtà, il fenomeno non è nuovo, visto che già nel novembre 2006 qualcuno aveva aperto un blog intitolato crocsaccidents.blogspot.com, nel quale ha riportato, seppure per breve periodo, articoli e ritagli di giornali su incidenti provocati (almeno apparentemente) dalle <strong><a href="http://www.crocs.com/">Crocs</a></strong>. Tuttavia, il tam tam mediatico è montato soprattutto nei mesi estivi, dagli Stati Uniti al Giappone.</p>
<p>Il problema starebbe nella conformazione delle calzature e nella loro fragilità. Ma l&#8217;azienda produttrice, la <strong>Crocs Inc</strong>., si è affrettata a smentire queste voci, affermando che la colpa è delle scale mobili, la cui manutenzione avviene di rado e in maniera approssimativa.</p>
<p>Anche le semplici infradito sono state di recente accusate di scarsa sicurezza. Ma l&#8217;allarme è sorto soprattutto attorno alle <strong>Crocs</strong>, tanto che nella metropolitana di <strong>Washington</strong>, ai piedi delle scale mobili, sono stati affissi dei segnali con la foto di un coccodrillo barrato (pur senza accenni diretti alla marca di calzature).</p>
<p>Fonte: dellamoda.it</p>
<p><a href="http://www.verymarketingpeople.com/?page_id=24">Leonardo Napolitano</a>
</p>
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		<title>Versace tra gli archivi delle librerie</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 13:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napolitanol</dc:creator>
		
	<category>Novità varie</category>
	<category>In evidenza</category>
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		<description><![CDATA[ È uscita la prima biografia di Gianni Versace. L’ha scritta la giornalista di moda Minnie Gastel, in occasione del decennale della tragica scomparsa dello stilista calabrese, avvenuta il 15 luglio 1997, quando non aveva ancora compiuto 51 anni.
&#8220;Mi ricordo che agli inizi del mio lavoro, ricco di entusiasmo, mi sembrava tutto possibile: rompere gli schemi, usare tagli diversi, materie impensabili, mischie particolari. Ma non crediate che sia stato facile imporre agli industriali e ai tecnici quello che chiedevo, qualcosa di differente e di nuovo. Dovevo innanzitutto conquistarmi la loro fiducia e ci voleva del tempo, mentre io volevo nuove esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image258" height="200" alt="big_il_mito_versace.jpg" src="http://www.verymarketingpeople.com/wp-content/uploads/2007/06/big_il_mito_versace.jpg" align="left" /> È uscita la prima biografia di Gianni Versace. L’ha scritta la giornalista di moda Minnie Gastel, in occasione del decennale della tragica scomparsa dello stilista calabrese, avvenuta il 15 luglio 1997, quando non aveva ancora compiuto 51 anni.</p>
<p>&#8220;Mi ricordo che agli inizi del mio lavoro, ricco di entusiasmo, mi sembrava tutto possibile: rompere gli schemi, usare tagli diversi, materie impensabili, mischie particolari. Ma non crediate che sia stato facile imporre agli industriali e ai tecnici quello che chiedevo, qualcosa di differente e di nuovo. Dovevo innanzitutto conquistarmi la loro fiducia e ci voleva del tempo, mentre io volevo nuove esperienze e le volevo subito. <a id="more-259"></a>L’educazione, la pazienza, il rispetto per la gente che sa meno di te deve essere pari a quello che è dovuto a chi sa più di te.&#8221; Così raccontava i suoi esordi lo stilista, protagonista di un percorso unico nel mondo della moda, costruito su uno straordinario talento di couturier, unito a una intelligente propensione per la comunicazione.</p>
<p>&#8220;Geniale, vulcanico, affamato di cultura, innamorato del bello, Versace ha dato forma al sogno di una modernità che ha fatto della leggerezza e del glamour il proprio segno di distinzione. Un sogno che il mondo insegue ancora oggi e che lo ha reso un mito&#8221;, recitano le note di copertina della biografia edita da Baldini Castoldi Dalai editore (che l’anno scorso ha pubblicato un’analoga biografia di Giorgio Armani). Completa l’opera un inserto fotografico di cui anticipiamo alcuni scatti nella nostra gallery.<br />
 
</p>
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